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Festival dello sviluppo sostenibile 2020: le energie rinnovabili per la lotta al cambiamento climatico

In un webinar organizzato dal Centro Alti Studi Europei in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’Università Politecnica delle Marche, si è parlato di tecnologie sostenibili ed economia circolare

ANCONA- “Le energie rinnovabili per lo sviluppo sostenibile” è il titolo del webinar organizzato dal C.A.S.E. (Centro Alti Studi Europei) in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’Università Politecnica delle Marche in occasione del “Festival dello sviluppo sostenibile 2020”.  Durante l’incontro, rivolto agli studenti universitari di discipline tecnico-scientifiche, è stato evidenziato come il Green Deal Europeo sia da un lato uno strumento per assicurare all’Europa una leadership mondiale nelle tecnologie sostenibili e dall’altro un piano di protezione sociale ai cittadini, preservando l’ambiente e modellando una economia circolare e solidale. Tra gli argomenti trattati anche il ritorno economico delle energie rinnovabili e la nuova strategia per l’idrogeno.

«Il tema delle energie rinnovabili è fortemente europeo in quanto poco prima della pandemia l’Unione Europea ha approvato il Green Deal, un programma importante e vasto che determinerà le politiche dei Paesi europei per gli anni a venire – spiega Marco Pacetti, presidente C.A.S.E. -. Si basa su tre punti: l’Ue si impegna ad una crescita sostenibile ed efficiente per arrivare nel 2050 ad essere CO2 neutral; l’Ue si pone come obiettivo la crescita economica e sociale ma senza ricorrere in maniera smoderata alle risorse; infine, punta ad affermarsi come leader mondiale per la cura dell’ambiente. Sono tutti temi che riguardano da vicino i giovani che si apprestano ad entrare nel mercato del lavoro nei prossimi anni».

A tenere la lezione il prof. Fabio Polonara, docente di Fisica Tecnica al Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche dell’Univpm. «La lotta al cambiamento climatico è il nodo centrale dello sviluppo sostenibile. Le soluzioni sono efficienza energetica ed energie rinnovabili».

Il prof. Polonara ha spiegato che la CO2 è responsabile per l’82% delle emissioni dei gas serra dovute in gran parte ad attività umane, in particolare alla combustione di combustibili fossili. Anche il taglio delle foreste contribuisce a circa il 15% delle emissioni di anidride carbonica, inoltre, secondo la FAO gli allevamenti animali sono responsabili del 14.5% delle emissioni globali annuali. Attualmente la concentrazione di CO2   nell’atmosfera è pari a 410 ppm, se arrivasse a 450 ppm la temperatura media della terra aumenterebbe di 2°C sopra i livelli pre-industriali e circa la metà degli effetti causati dal surriscaldamento globale diventerebbero irreversibili. Per questo motivo l’Accordo di Parigi mira a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia di 2°C oltre i livelli pre-industriali e di limitare tale incremento a 1,5°C.

«Se vogliamo evitarlo la soluzione è la decarbonizzazione. Il Green Deal Europeo è un insieme di strategie che mirano a trasformare l’economia dell’UE per un futuro sostenibile- sottolinea il prof. Polonara-. La transazione energetica si realizza principalmente con due azioni: l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. L’efficienza energetica è nell’edilizia, nell’illuminazione, nei veicoli elettrici. Ma c’è un problema: a fronte del forte calo di intensità energetica, il consumo di energia è aumentato del doppio in 40 anni. In parte è stato utilizzato per mantenere la popolazione in crescita e in parte è andato ad aumentare il tenore di vita della popolazione mondiale, ad esempio: più cibo di quello necessario a sopravvivere, più viaggi aerei e stradali, più spostamento merci, più climatizzazione nelle case ecc…».

Il prof. Polonara rimarca l’importanza delle energie rinnovabili per invertire il trend. «Dal punto di vista economico il loro impiego è caratterizzato da “ritorni crescenti”, mentre l’impiego delle energie fossili è caratterizzato da “ritorni decrescenti”. Questo perché se la domanda di petrolio cresce, occorrono nuovi pozzi ma lo sviluppo è sempre più costoso mentre quelli vecchi vanno esaurendosi. Quindi, ad un aumento dello sfruttamento di risorse oil&gas corrispondono ricavi sempre minori. Al contrario, per le energie rinnovabili, all’aumentare della domanda il prezzo da pagare per installare un impianto fotovoltaico decresce. Infine, per un continente climaticamente neutro la UE ha varato nel luglio 2020 un’ampia strategia per l’idrogeno. Questo deve diventare parte del sistema energetico integrato del futuro insieme alla elettrificazione basata sulle rinnovabili e ad un uso più efficiente e circolare delle risorse».