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Distretto sanitario “San Michele”, scongiurata la chiusura

Concordati il mantenimento degli attuali servizi svolti dall'Asur e il potenziamento dell'attività socio-assistenziale a favore dei Comuni di Sirolo, di Numana e di tutti quelli della zona d'ambito. La parola ai sindaci Misiti e Tombolini

SIROLO – Il presidio sanitario “San Michele” di Sirolo non chiuderà i battenti. Concordati il mantenimento degli attuali servizi svolti dall’Asur senza interruzione e il potenziamento dell’attività socio-assistenziale a favore dei Comuni di Sirolo, di Numana e di tutti quelli della zona sud dell’Ambito territoriale. Proficuo infatti è stato l’incontro di venerdì 27 ottobre tra i sindaci di Sirolo Moreno Misiti e di Numana Gianluigi Tombolini con l’assessore regionale Moreno Pieroni, il direttore dell’Asur – Area vasta 2 Maurizio Bevilacqua e la coordinatrice dell’Ambito territoriale sociale 13 Alessandra Cantori. «Un successo dell’impegno delle Amministrazioni comunali di Sirolo e Numana – hanno dichiarato congiuntamente i due sindaci al termine dell’incontro – che hanno operato nel rispetto della legge e senza clamori, concretamente e con grande impegno già dal 2015 per scongiurare ogni rischio di chiusura».

 

Moreno Misiti, sindaco di Sirolo
Moreno Misiti, sindaco di Sirolo

Il sindaco Misiti ha precisato: «Abbiamo sollecitato Regione e Asur per cercare di avere spiegazioni al riguardo dopo i timori degli ultimi tempi. Il problema è stato risolto prima che si presentasse davvero. Anzi, c’è lo spiraglio che il presidio venga rilanciato: in futuro insomma potrebbe vedere implementato il personale e i servizi annessi».

 

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

Il sindaco di Numana ha aggiunto: «Abbiamo fatto leva sul fatto che quel presidio è essenziale e insostituibile per le necessità della popolazione soprattutto anziana e dei turisti che d’estate invadono la Riviera tanto che tutto il litorale del Conero raggiunge quasi 80mila presenze. Sarebbe stato impensabile chiudere il presidio. Confido piuttosto in un suo deciso rilancio per farlo diventare un Pua, presidio unico d’accesso». Il Pua è il luogo dell’integrazione socio-sanitaria, professionale e gestionale, una modalità organizzativa in grado di offrire funzioni di orientamento ed accompagnamento con il front-office e di relazione con la rete dei servizi per la presa in carico della complessità (grazie al back-office).

Di opinione contraria il gruppo “Liberamente Sirolo” da cui è partita la petizione online per scongiurare la chiusura: «Le amministrazioni di Sirolo e Numana si sono mosse “obtorto collo” e solo ed esclusivamente dietro la spinta di una petizione popolare che ha raccolto in pochi giorni più di mille firme e di un’interrogazione presentata in Consiglio comunale a Numana dal gruppo consiliare di opposizione “Numana nel cuore”. Fino a quel momento le amministrazioni dei due paesi pensavano che sarebbe passato tutto sotto silenzio e adesso vogliono il merito».