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Distanziamento sui treni, la denuncia di Filt Cgil Marche: «Caos sull’Adriatica e personale lasciato solo»

Polemiche dopo la difficile domenica dei trasporti e l'ordinanza del ministro alla Salute che ha ridotto del 50% i posti sui treni a lunga percorrenza. Nella nostra regione, sui treni regionali e interregionali, un’ordinanza prevede che dal 1° agosto non ci sia obbligo di distanziamento

Distanziamento sui treni, «caos sulla tratta Adriatica e situazione per il personale viaggiante molto difficile«, con gli addetti Trenitalia «lasciati soli a gestire i disservizi e il sovraffollamento». È quanto accaduto domenica (2 agosto), secondo quanto denunciato dalla Filt Cgil Marche, che sul tema ha chiesto un incontro urgente all’assessorato regionale trasporti per sollecitare «una regia di indirizzo unica».

«Domenica – riferisce il sindacato -, dopo che Trenitalia aveva venduto il 100% dei posti disponibili nei propri treni a lunga percorrenza giornalieri, l’ordinanza del Ministro Speranza ha quasi dimezzato la capacità dei treni creando disagi e situazioni di confusione e disagio. La soppressione di alcuni treni della società Italo ha ulteriormente aggravato la situazione. Alcuni viaggiatori pretendevano il distanziamento, altri volevano occupare i posti che avevano regolarmente acquistato ed altri ancora con i treni Italo soppressi si sono riversati sui convogli Trenitalia in partenza per le stesse destinazioni. I treni a lunga percorrenza, nella giornata di domenica, malgrado l’ordinanza del ministro Speranza hanno viaggiato pieni».

Sempre la Filt Cgil Marche osserva che «le misure di prevenzione e sicurezza per il Sars Cov 2 sembrano di molto attenuarsi per i lavoratori dei trasporti e anche per i cittadini trasportati. Da questo mese, anche la Regione Marche ha tolto con ordinanza il distanziamento nel trasporto pubblico regionale (treni e bus)».

«Ma occorre fare alcune riflessioni – scrive ancora la Filt Cgil Marche -. La prima: il viaggiatore che si sposta occasionalmente da Ancona a Bologna sul Freccia Argento viaggerà distanziato mentre per il pendolare che giornalmente si reca per lavoro da Ascoli ad Ancona il distanziamento non serve; la seconda: ci si sta impegnando per garantire in sicurezza la riapertura delle scuole dimenticando che, molta parte degli studenti, per andarci, viaggia su mezzi pubblici, accalcati».

Il sindacato ha già «avanzato alla Regione alcune proposte. Anzitutto, una regia di indirizzo unica, l’utilizzo del settore del noleggio (ancora drammaticamente fermo) in affiancamento al trasporto pubblico in questa fase. Quindi, maggiori controlli nelle stazioni e sui mezzi pubblici, la diversificazione degli orari di apertura dei servizi pubblici e commerciali nella città e una sinergia tra le varie modalità di trasporto, ferro gomma ma anche ferro e aria».
Filt «chiede il rispetto del protocollo sottoscritto dai sindacati con il Governo che, in questa fase, sembra che troppi stiano ignorando».

Nella nostra regione, sui treni regionali e interregionali, compresi nel contratto di servizio con la Regione Marche, un’ordinanza regionale prevede che dal 1° agosto non ci sia alcun obbligo di distanziamento con posti disponibili al 100%, ma permane l’obbligo di indossare le mascherine protettive.
Restano invece in vigore, a livello di trasporto pubblico locale, relativamente agli autobus, fermo restando l’obbligo per utenti e addetti di indossare le mascherine protettive, le disposizioni precedenti sul distanziamento che prevedono l’utilizzazione in verticale delle sedute dal lato finestrino, l’esclusione del posizionamento faccia a faccia, l’utilizzo di separatori dei sedili, e flussi separati di salita e discesa.

La Regione Marche sta facendo riunioni bacino per bacino anche in vista della riapertura delle scuole, fissata per il 14 settembre, per studiare la modalità più efficace per garantire un trasporto degli studenti rispettoso delle norme sul distanziamento anti-Covid.