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Disabilità, tutti in acqua con Andrea Lanari per sconfiggere i pregiudizi

Una giornata importante per tante persone: al centro sportivo “Federico II” di Jesi sono stati affiancati per un'esperienza di diving

Andrea Lanari
Andrea Lanari

CASTELFIDARDO – Ieri, domenica 26 gennaio, è stata una giornata importante per Andrea Lanari, 42enne di Castelfidardo, e tante altre persone: un doppio appuntamento tra Loreto e Jesi per abbattere i pregiudizi nei confronti della disabilità.

Andrea in città lo conoscono tutti. Stava lavorando a una pressa, come ogni giorno, quando in attimo la sua vita è cambiata. È rimasto vittima di un incidente che gli ha portato via entrambe le mani. Ha trascorso mesi di buio, difficilissimi, ma non ha deciso di arrendersi. Dopo sette anni ha cominciato una nuova vita. Adesso è progettista di ausili per disabili e nuotatore a livello agonistico. La sua vita è a servizio di chi come lui ha subito infortuni gravissimi sul lavoro e ha deciso di mettersi in campo in prima persona per sensibilizzare il resto del mondo affinché eventi del genere non accadano più. Non solo, nei corsi iniziati da poco mette al centro la disabilità nel tentativo di sensibilizzare tutti all’inclusione.

«Abbiamo da poco firmato in Regione un protocollo d’intesa per portare la mia esperienza e quella di altre persone come me, che hanno vissuto un infortunio grave, nelle aziende e nelle scuole – racconta -. Ieri mattina abbiamo organizzato un incontro alle Acli di Villa Musone di Loreto e nel pomeriggio siamo stati al centro sportivo “Federico II” di Jesi».

“Quando conoscere è metà dell’opera” si intitolava l’incontro nella città mariana, dove è intervenuto anche il dottor Alessandro Cecchi, primario del centro di diagnosi prenatale di secondo livello di Loreto che da oltre 25 anni si occupa di diagnosi prima della nascita, e un rappresentante della Mac Dowell silicones, azienda leader nella fabbricazione di protsi cosmetiche in silicone.

A Jesi invece istruttori subacquei Ddi Snsi e i loro assistenti si sono messi a disposizione di tanti bambini e ragazzi accompagnati dalle loro famiglie per provare l’emozione di respirare sott’acqua. Il doppio evento è stato realizzato in collaborazione con Energy family project e Smile diving. «È stata una giornata molto interessante e costruttiva. Grazie a Smile diving per la bella esperienza subacquea e a Energy family project per la splendida giornata dove abbiamo condiviso le nostre disabilità come fosse una cosa normale – continua Lanari -. Le barriere mentali che sono dentro ciascuno di noi sono come un proiettore che invece di rimandare immagini reali delle persone con tale disabilità proiettano tutti i pregiudizi e paure che si hanno quando ci si trova davanti una disabilità fisica. Questo è il motivo dell’invito a tutte le famiglie e ai loro figli. Il sapere, il conoscere e l’interagire apre le menti a un mondo migliore. La sicurezza poi deve diventare uno stile di vita».