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“Dentro gli occhi”, così gli studenti di Filottrano guardano la pandemia

L'opera collettiva è realizzata dagli alunni delle classi terze, sezioni A, C e D della secondaria di primo grado, guidati dall'insegnante e artista Marta Mancini. Un focus sugli occhi che sbucano della mascherine

L'opera realizzata dagli studenti della prof Marta Mancini

FILOTTRANO – Tanti occhi di diverso taglio, colore, espressione che fissano l’orizzonte, come a guardare la meta, come a cercare un orizzonte nuovo. È suggestiva l’opera realizzata dagli alunni della Scuola secondaria di I grado di Filottrano guidati dall’insegnante Marta Mancini, artista jesina giovane ed eclettica, che dalla cattedra sta cercando di trasmettere ai suoi studenti un modo più libero e creativo di interpretare la realtà. L’opera si intitola Dentro gli occhi ed è una collettiva di immagini realizzate dai ragazzini delle medie delle classi terza A, terza C e terza D.

«Muovendo dallo spunto di Amedeo Modigliani, “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”, ogni alunno ha dato una propria personale interpretazione degli occhi – spiega l’insegnante -, quegli occhi che sbucano dalle mascherine e che, ora più che mai, trasmettono i nostri sentimenti e stati d’animo, diventando fonte inesauribile di comunicazione con gli altri.
Oggi i nostri occhi sono il mezzo più immediato per dialogare, per esprimere ciò che sentiamo, per lanciare un messaggio. Come l’arte, gli occhi sono lo specchio della nostra interiorità. Tanti elaborati diversi e personali in un’unica grande opera per uno sguardo dentro noi stessi e verso ciò che ci circonda».

E se gli occhi sono da sempre lo specchio dell’anima, i disegni dei ragazzini hanno voluto trasmettere anche una riflessione sulla situazione attuale, «sul momento che stiamo vivendo e su come sia cambiata la nostra vita e il nostro modo di comunicare», conclude Marta Mancini. L’opera è esposta nell’atrio della scuola, ma è anche possibile ammirarla nel blog “Giallorossoblu” (abbinato alla pagina Facebook) curato proprio da Marta Mancini in cui viene lasciato grande spazio alle opere dei suoi piccoli talenti in erba.