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Ballo e benessere tra i quadri dei musei di Recanati: arriva “Dance Well, movimento e ricerca per il Parkinson”

Arriva nelle Marche il progetto che promuove la pratica della danza in contesti artistici e spazi museali e rivolta principalmente, ma non esclusivamente, a persone che vivono con la malattia di Parkinson

Dancer del progetto “Dance Well" a Bassano del Grappa, foto di Roberto Cinconze

RECANATI – Eva, 51 anni, ha gli occhi che scintillano sotto una cascata di capelli rossi, e il sorriso sereno di chi ha trovato una meta. La sua meta è il museo, dove danza un paio di volte la settimana, tra i quadri e le opere d’arte, per stare meglio e sentirsi felice. Questo prima della pandemia, dal lockdown in poi invece ha continuato a danzare online, ma tutti i giorni, collegandosi dal salotto di casa con coreografi e artisti internazionali, insieme a centinaia di altri “Parkinson dancer” come lei.

Eva, dancer del progetto “Dance Well

«Prendete un peso, bello grosso, e mettetelo sulle vostre spalle. Poi collegatevi ad una macchina vecchiotta, una centrifuga che vi scuote per bene. Questa è l’esperienza del Parkinson che vivo da tanti anni. Ero isolata e impaurita, ora grazie alla danza nel museo sento nel cervello collegamenti neurologici nuovi e nei muscoli una positiva memoria. Sono orgogliosa di mostrarmi agli altri per quella che sono, danzare mi fa stare meglio della fisioterapia». Collegata in videoconferenza da una città del Veneto, Eva, 51 anni, dal 2014 partecipa di “Dance Well, movimento e ricerca per il Parkinson”. Si tratta di un progetto che promuove la pratica della danza in contesti artistici e spazi museali e che si rivolge, principalmente, ma non esclusivamente, a persone che vivono con la malattia di Parkinson. La pratica, raccomandata anche dall’Oms, è artistica, ma include al suo interno varie strategie riabilitative ugualmente valide rispetto alla riabilitazione tradizionale, con migliori impatti a livello emozionale. 

Dancer del progetto “Dance Well” a Bassano del Grappa, foto di Riccardo Panozzo

“Dance well” si è diffuso in Italia grazie al Comune di Bassano del Grappa e per iniziativa della Csc Casa della Danza di Bassano; oggi si pratica in un network di città italiane tra cui Roma Torino Verona Firenze, e all’estero anche in Giappone, a Kyoto, Tokyo e Nagasaki. Sta per sbarcare anche ad Honk Kong, i contatti sono stati già avviati, ma intanto il progetto arriva anche nelle Marche per volontà del Comune di Recanati in collaborazione con Amat e con gli ideatori della città veneta. Se ne è parlato in diretta Zoom con l’assessora alla cultura di Recanati, Rita Soccio, il direttore dell’Amat Gilberto Santini, il curatore del progetto Roberto Casarotto della Csc Casa della Danza, Alessia Zanchetta del Comune di Bassano del Grappa/Centro Danza Contemporanea, la danzatrice e coreografa insegnante di “Dance Well” Giovanna Garzotto, e la fantastica “parkinson dancer” Eva.

Rita Soccio, assessore Comune di Recanati

Il Comune di Recanati – ha spiegato Rita Soccio – vuole aprire a “Dance Well” le porte dei propri musei nell’ambito delle sue politiche di welfare culturale, e si candida a polo di riferimento del progetto per tutto il territorio marchigiano. «La cultura come cura è la ricerca che nasce a Recanati  in linea con gli ultimi studi dell’OMS e le tendenze internazionali,  il progetto Dance Well dove  la danza e la bellezza possono aiutare le persone con ridotte capacità motorie  opera  in questa direzione», ha detto l’assessora. «Quanto stiamo sperimentando – ha aggiunto – è un nuovo approccio di welfare culturale che vede il settore culturale non solo come formazione personale ma acquisisce un significato più ampio di fondamentale promozione del benessere e della salute dei cittadini attraverso strategie nelle quali convergono azioni volte a favorire la partecipazione attiva, il benessere psicologico, la coesione sociale e l’empowerment individuale e sociale. Dance Well è il primo progetto di una serie che affronterà fragilità diverse e che vede la nostra città capofila di una rete che stiamo cercando di costruire insieme ad enti pubblici e privati».

Si inizia dalla formazione degli insegnanti di “Dance Well”, e per questo il Comune di Recanati mette a disposizione 10 borse di studio del valore di 250 euro ciascuna, per artisti marchigiani della danza (coreografi e danzatori) che vogliono apprendere la pratica sotto la guida della Csa Casa della Danza di Bassano del Grappa e di Villa Margherita di Arcugnano (Vicenza), centro d’eccellenza per la malattia di Parkinson. Il corso si svolgerà da marzo a settembre 2021, iscrizioni e candidature entro il 20 febbraio, info sul sito dell’Amat.

Dancer del progetto “Dance Well” a Bassano del Grappa, foto di Roberto Cinconze

Nella pratica “Dance Well”, insegnanti, artisti people Parkinson e cittadini praticano insieme la danza contemporanea in luoghi dedicati alla bellezza (teatro, museo, parchi) per dare voce ad insolite comunità di ricerca. Attivato a Bassano nel 2013, sulla base di pratiche sviluppate in Olanda, l’iniziativa ha messo a punto una propria identità; diversamente da pratiche già esistenti, infatti, per Dance Well il fine è l’arte attraverso l’espressione del proprio corpo, i partecipanti sono “dancer”, e proprio come danzatori – non come “persone con il Parkinson” – affrontano le classi di danza. Le classi sono gratuite e aperte a tutti, familiari, amici, danzatori, anziani, cittadini, studenti, in un vero momento inclusivo, poiché la “classe mista” permette la crescita collettiva, il sostegno reciproco e non emargina nessuno dei partecipanti.