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Dai Pokemon a Castelfidardo, il fisarmonicista Coba cittadino benemerito

Uno dei più grandi fisarmonicisti al mondo sarà a Castelfidardo, città culla della fisarmonica, che gli conferirà la cittadinanza onoraria. Il Pif prosegue intanto con grandi sorprese

Coba

CASTELFIDARDO – E’ sua la colonna sonora dei Pokemon, soltanto uno dei più grandi successi accumulati nella portentosa carriera da fisarmonicista. Un innovatore che ha radicalmente trasformato l’immagine della fisarmonica inserendola felicemente nella musica pop contemporanea. Ambasciatore della fisarmonica in ogni angolo del pianeta, 37 cd all’attivo, milioni di copie vendute, collaborazioni e tour nelle più prestigiose piazze e con i più grandi artisti.

Yasuhiro Kobayashi, in arte Coba, è uno dei più importanti musicisti giapponesi sulla scena internazionale, il primo cui Castelfidardo conferirà la cittadinanza onoraria per gli elevati meriti in campo artistico e l’opera di divulgazione e promozione dello strumento ad ancia. L’artista, oggi famoso in tutto il mondo, produttore e compositore di grido di colonne sonore, ha compiuto gli studi in Italia ed a Castelfidardo ha mosso giovanissimo i suoi primi “passi” fisarmonicisti, conservando sinceri e solidi legami sia di amicizia che professionali. Il conferimento della cittadinanza avrà luogo sabato 7 ottobre, quando Coba sarà ricevuto solennemente al salone degli Stemmi dall’Amministrazione Comunale per poi esibirsi in serata al teatro Astra con il gruppo composto da chitarra, basso e batteria con tanto di fans club al seguito. L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Gervasio Marcosignori”, suggella un rapporto di lunga data.

In città è cominciato il Pif, premio internazionale di fisarmonica, nuova tappa del Grand tour delle Marche, il circuito di eventi esperienziali studiato da “Tipicità” in collaborazione con Anci Marche fruibili nella piattaforma tipicitaexperience.it. Fino a domenica 17 settembre Castelfidardo è città-concerto che risuona al ritmo duttile della fisarmonica, strumento che spazia dal folk al blues fino al rock. Più di 400 gli artisti, provenienti da 34 paesi, impegnati in esibizioni live, stage, audizioni, masterclass e musica estemporanea. Evento speciale stasera, mercoledì 13, alle 21.30 in piazza della Repubblica per l’apertura ufficiale della 42esima edizione del Premio con l’ospite d’onore, Dario Vergassola, e il suo spettacolo “La ballata delle acciughe”, performance arricchita dalla presenza di “Bollicine Marche”, format nato dalla collaborazione con “Tipicità” che proporrà la degustazione di vini spumanti marchigiani in abbinamento ai “sardoni a scottadito”. Da non perdere anche la serata conclusiva di domenica per assistere all’esibizione dei vincitori delle categorie “musica classica” e partecipare alla grande festa di chiusura. In città i “SoundArt corners”, spazi dedicati a libere esibizioni di cantanti, attori, pittori e performers e un programma speciale dedicato ai più piccoli, con tante proposte di avvicinamento divertente alla musica. Tutti gli spettacoli in cartellone sono gratuiti.

I premiati

Ieri intanto, 11 settembre, sono stati conferiti i premi per onorare chi ha contribuito alla tradizione della fisarmonica, così centrale nella storia della città di Castelfidardo che dello strumento è considerata la patria. I riconoscimenti sono stati conferiti al Museo internazionale della fisarmonica dal sindaco Roberto Ascani, da Graziano Sabbatini e Giorgio Cataldi, presidente e segretario Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, e da Paolo Picchio responsabile di zona della Confartigianato. Una targa è stata dedicata alla memoria del commendator Giuseppe Panini (a riceverla la nipote, architetto Manuela Francesca Panini) per l’amore e la passione dimostrati per la fisarmonica e per la città di Castelfidardo, cui ha dato un contributo di valore inestimabile donando al museo esemplari unici e pregiati. Importante riconoscimento anche per la storica azienda di strumenti musicali e accessori Carini De.Na.: consegnata una targa ai fratelli Nazzareno e Demitrio Carini per aver saputo coniugare nell’attività di famiglia i valori propri del lavoro, e ai giovani Alessandro e Luca Carini, nuova generazione.