Urbino, furti in casa di anziani, arrestate sei donne in un campo nomade

I carabinieri hanno smantellato un sodalizio criminale. Vestite griffate circuivano le "vittime" e rubavano oro e carte di credito. Poi si compravano cellulari

Le donne coinvolte nei furti compiuti a Urbino nell'operazione "Occhi di gatto"

URBINO – Smantellata dai carabinieri una banda di ladre, tutte donne, ritenuta responsabile di aver commesso furti in appartamento ai danni di persone anziane a Urbino e in numerosi comuni del Montefeltro e dell’entroterra marchigiano, con successivo indebito utilizzo di carte di credito/pagamento.

I militari della Compagnia Carabinieri di Urbino, insieme a quelli territorialmente competenti, hanno eseguito all’interno di un campo nomadi e di abitazioni private, sei ordinanze di misura cautelare nei confronti di un sodalizio criminale composto da sei donne con cittadinanza italiana e di origine rom. Hanno tra i 19 e i 50 anni e sono legate da vincolo di parentela. L’operazione, in omaggio al cartone animato, prende il nome di Occhi di Gatto, perchè sono coinvolte solo donne.

L’operazione è stata condotta in maniera corale dal Nucleo Operativo della Compagnia di Urbino e dalla Stazione di Piandimeleto e coordinata dalla Procura della Repubblica di Urbino.

Gli accertamenti dei militari sono iniziati a settembre del 2018, quando alcuni cittadini avevano denunciato la recrudescenza di furti in abitazione, segnalando nei pressi delle case interessate la presenza di donne di origine rom.

I carabinieri attraverso immagini di videosorveglianza hanno ricostruito le caratteristiche fisiognomiche delle presunte autrici dei furti. Sono state mappate le aree maggiormente bersagliate dalle incursioni delle ladre, finchè sono state individuate all’interno di un campo nomadi della vicina Romagna.

Le delinquenti usavano diverse auto per poter evitare i controlli. Sono state identificate ricorrendo anche a riconoscimenti fotografici da parte di coloro che avevano subito i furti.

Il modus operandi? Agivano di giorno, due o tre donne alla volta, monitorando ed effettuando sopralluoghi nelle adiacenze delle abitazioni da colpire, prediligendo nella maggior parte dei casi residenze in cui domiciliavano persone anziane. L’obiettivo erano gioielli, monili in oro, denaro contante e carte di credito.

Operazione Occhi di gatto

Le abili ladre, indossando vestiti griffati o succinti e fingendo di cercare case in affitto, di vendere fiori o oggetti destinati alla beneficenza, catalizzavano l’attenzione della vittima, permettendo ai restanti complici di frugare all’interno delle camere. Ed erano in grado di colpire più abitazioni in poche ore.

Addirittura, in un’occasione era stata presa di mira una casa canonica lasciata disabitata durante un’omelia. Con le carte di credito/pagamento rubate si compravano telefonia cellulare (in un’occasione venivano acquistati otto cellulari), abbigliamento, distributori di carburante ed in genere beni facilmente monetizzabili.

Operazione “Occhi di Gatto” da parte dei carabinieri di Urbino

I militari dell’Arma hanno riscontrato la commissione di 23 furti ed un danno relativo ai prelievi effettuati, mediante l’indebito utilizzo di carte di credito, che si aggira intorno ai 15mila euro, oltre a numerosa refurtiva asportata consistente in denaro contante, gioielli, monili in oro, telefoni cellulari, il cui valore è in corso di quantificazione.

Durante le perquisizioni all’interno dei moduli abitativi ubicati nel campo nomadi sono state rinvenute alcuni molini in oro, carte di credito, telefoni cellulari, orologi, abbigliamento, targhe di autovetture di provenienza illecite e denaro contante.

Nel corso del servizio hanno preso parte alle operazioni personale del 13° Nucleo Elicotteri CC di Forlì (FC), del Nucleo CC Cinofili di Pesaro, un team di Artificieri del Comando Provinciale di Ancona, in collaborazione con i militari della Compagnia di Riccione.