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Cannabis light: sequestri di infiorescenze in una azienda agricola marchigiana

Dopo i negozi finiscono nel mirino della questura di Macerata anche le aziende agricole che li riforniscono

MACERATA – Gli uomini della Polizia, grazie all’intervento del procuratore Giovanni Giorgio e del sostituto Enrico Riccioni, sono riusciti a risalire all’origine della filiera della cannabis light e hanno proceduto al sequestro di campioni di infiorescenze all’interno di una azienda agricola delle Marche che cura la coltivazione e la produzione di cannabis che rifornisce i negozi.

I campioni di infiorescenza sequestrati dalla Squadra Mobile di Macerata verranno ora fatti analizzare per scoprire la quantità di principio attivo contenuta all’interno. Il titolare dell’azienda agricola è indagato per spaccio.

Le infiorescenze sequestrate

La Squadra Mobile di Macerata ha sequestrato dei campioni di infiorescenza in una azienda agricola delle Marche: gli stessi verranno analizzati per scoprire la quantità di principio attivo.

«Non deve essere accettata l’indifferenza dei tanti che altro non è se non la negazione dello spirito umano e deve essere contrastato in ogni modo l’intento criminoso di queste multinazionali che, per meri interessi economici, vogliono avvelenare i nostri giovani – il commento del questore Antonio Pignataro -. Abbiamo percepito una stanchezza della comunità della Provincia di Macerata di fronte all’inerzia e all’indifferenza del legislatore ma abbiamo anche assistito a una unanime attestazione di stima a seguito della chiusura di questi negozi perché la gente ha bisogno di presenza, di vicinanza, di solidarietà».

«Occorre al più presto – ha concluso Pignataro – un doveroso intervento del legislatore, come peraltro richiesto anche dai giudici ermellini, al fine di tutelare la salute dei nostri giovani, principio sancito dalla Carta Costituzionale, onde evitare di innescare una emergenza nazionale, come sta accadendo nei paesi che hanno proceduto alla liberalizzazione, conseguente a una visione maldestra e falsata della realtà che spinge i giovani al consumo della cannabis nella errata convinzione che si tratti di marijuana innocua alla salute».