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Covid, caso di variante sudafricana in una donna di San Benedetto. Era tornata dalla Svezia

Ora è in quarantena. Per Claudio Angelini, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell'Area Vasta 5 di Ascoli, la variante sudafricana può essere più contagiosa ma non più pericolosa

Prosegue la vaccinazione, vaccinazioni a ospiti e operatori delle strutture per anziani, soggetti deboli, vaccini anti covid-19, coronavirus

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un caso di variante sudafricana al virus della Sars-Cov 2 è stato riscontrato a un‘italiana che vive a San Benedetto. La donna era appena tornata dalla Svezia, dove lavorava, e manifestava dei sintomi sospetti di infezione. Fatto il primo tampone molecolare è risultata positiva al covid. Ma provenendo dall’estero, i sanitari dell’Area Vasta 5 hanno deciso di far svolgere un secondo test di conferma al laboratorio dell’ospedale regionale di Ancona, con lo scopo di sequenziare l’Rna.

Da qui è venuta la notizia che la donna risultava contagiata dalla variante sudafricana dell’infezione polmonare. La paziente è stata quindi messa in quarantena ed è stato effettuato il tracciamento e il controllo dei suoi familiari, tra cui vi sono altri positivi.

Nonostante la scoperta di questo caso, il dottor Claudio Angelini, responsabile del Dipartimento di Prevenzione tranquillizza sui rischi per la popolazione: «Questo tipo di variante al virus della Sars Cov2 è potenzialmente più contagioso, ma non vi sono evidenze che sia più pericoloso o addirittura letale delle altre forme di infezione. Ed anche la sua patogenità è da verificare – sottolinea Angelini -. Di certo il virus può avere delle mutazioni strutturali che dal punto di vista clinico possono preoccupare: ma l’evoluzione si può tenere sotto controllo».

Caso della variante sudafricana a parte, la situazione dell’epidemia nel Piceno non desta particolari preoccupazioni. La circolazione dell’infezione è ridotta, tanto che si riscontra una media di 332 casi ogni 10 mila tamponi: l’incidenza più bassa delle Marche. Quanto alla variante inglese, il territorio ne è stato appena sfiorato, con 3 pazienti segnalati dall’inizio di gennaio 2021.

Intanto si avvicina anche nella zona l’attivazione delle procedure di vaccinazione per gli anziani con più di 80 anni di età, che sono a maggiore rischio di contrarre la malattia polmonare. Sabato 20 febbraio saranno due i centri dove l’Area Vasta 5 ed i Comuni hanno predisposto il servizio di somministrazione: la Casa della Gioventù di Ascoli e il Palasport Speca di San Benedetto del Tronto.

Due giorni fa, secondo un aggiornamento ufficiale, le prenotazioni erano già superiori alle 8 mila unità, su una popolazione di quella fascia di 18.500 individui. Di certo questo numero è aumentato nelle ultime ore, e ci si prepara per svolgere il programma senza troppi problemi. C’è da domandarsi però, se con tre varianti che circolerebbe in questo momento in Italia, il vaccino in fase di distribuzione abbia sempre un’efficacia elevata nel prevenire dal contagio SarsCov2.