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Divieto di respirazione bocca a bocca per i bagnini, Scarpetta: «Non è un limite all’efficacia di salvamento»

Lo stabilisce il protocollo dell'Inail. L'Abat di Civitanova: «Norme come questa erano in vigore già dagli anni scorsi perché il Covid-19 non è l’unica malattia trasmissibile. Il pallone AMBU ha la stessa efficacia»

bagnini

Vietata la respirazione bocca a bocca. È l’imperativo che ci sarà questa estate sulle spiagge di tutta Italia per evitare il contagio da Covid-19 tra bagnini e bagnanti che rischiano l’annegamento: lo ha stabilito il protocollo dell’Inail sulla balneazione.

Il documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione in spiaggia spiega, al paragrafo “misure specifiche per i lavoratori”, che è necessario attenersi alle “raccomandazioni impartite dall’Italian Resuscitation Council (IRC), nonché dall’European Resuscitation Council (ERC)” nell’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare sulle persone che siano in arresto cardiaco. Si legge che «in attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE (defibrillatore automatico esterno, ndr) utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica». Tutto dovrà avvenire inoltre con la mascherina e con le mani perfettamente pulite con alcool o gel disinfettante.

Il pallone AMBU

Una notizia che ha creato un po’ di stupore per i non “addetti ai lavori” ma che, per chi opera nel settore, non rappresenta affatto una particolarità. «Norme come questa erano in vigore già dagli anni scorsi perché il Covid-19 non è l’unica malattia trasmissibile; ce ne sono molte altre – spiega Marco Scarpetta, vice presidente dell’Abat , l’Associazione Balneare Aziende Turistiche, di Civitanova -. La respirazione bocca a bocca non è l’unico metodo che può essere messo in campo perché ad esempio il pallone di AMBU, che simula la respirazione, ha la stessa efficacia; il non poter praticare la respirazione bocca a bocca non è quindi un limite all’efficacia di salvamento. Resta comunque il fatto che la sicurezza dei bagnanti è il tema fondamentale per gli operatori di salvataggio e lo abbiamo dimostrato in tutti i tavoli di confronto con le istituzioni a partire dal Comune, passando per la Regione fino alla Guardia Costiera».

«Ci sarà certamente una maggiore prevenzione e verranno messi in capo sforzi maggiori per la formazione e per l’aggiornamento dei bagnini a tutela di chi lavora e di chi viene al mare – ha concluso Scarpetta -. Quest’anno, però, un ruolo importante sulla serenità della giornata al mare, ce l’avranno anche gli stessi bagnanti; noi faremo tutto il possibile per garantire che l’ordinanza balneare venga applicata con la massima disciplina ma non possiamo essere dei veri e propri controllori. Se tutti facciamo la nostra parte potremmo garantire la piena sicurezza sulle spiagge».