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Covid-19, riconvertito l’ospedale di Camerino: arrivati i primi pazienti

Quattro i positivi al Covid-19 al momento ricoverati nel nosocomio della città ducale. Il sindaco Sborgia: «Siamo ancora in tempo per ripensarci»

L'ospedaledi Camerino

CAMERINO – L’ospedale di Camerino è stato riconvertito in struttura Covid; la decisione è stata presa nel pomeriggio di ieri dall’Asur regionale e in serata sono arrivati i primi quattro pazienti.

Ha preso dunque il via il piano pandemico dell’Asur con la riconversione del reparto di Ortopedia – dedicato al pazienti positivi al Covid-19 – dell’ospedale della città ducale; rimangono garantite (al momento) le attività del pronto soccorso, gli interventi di oncologia e la medicina d’urgenza.

Quattro i pazienti che sono stati ricoverati ieri nel reparto riconvertito al primo piano dell’ospedale di Camerino dopo che i pazienti di Ortopedia sono stati trasferiti in altri nosocomi della provincia. La riconversione porta inevitabilmente con sé l’impiego dei medici specializzati nel reparto Covid e quindi la chiusura dei reparti di cardiologia e di rianimazione.

Domani (mercoledì 25 novembre), alle 16:30, presso il Lanciano Forum di Castelraimondo, è previsto un incontro tra il governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli e i sindaci dell’entroterra maceratese per discutere sul futuro dell’ospedale di Camerino.

Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia

«Purtroppo continuiamo ad apprendere delle decisioni della Regione e dall’Asur dalla stampa e veniamo informati a giochi fatti – ha detto il sindaco di Camerino Sandro Sborgia -. Non sono state prese in considerazione ulteriori soluzioni o strade da percorrere e di questo ne prendiamo atto; si è deciso di riconvertire a ospedale Covid la struttura di Camerino che è già fortemente depotenziata».

«Il punto è che le persone che abitano in questo territorio non avranno quindi a disposizione una struttura sanitaria dato che sì saranno garantite le attività di pronto soccorso, ma dato che i medici e i cardiologi specializzati dovranno essere impegnati nel reparto Covid non avremo più il reparto di Medicina – ha continuato il primo cittadino -. In questo modo si è proceduto a elevare quindi la soglia del rischio di contagio piuttosto che adottare delle soluzioni che avevamo prospettato».

«Penso, a esempio, alla clinica privata Villa dei Pini che è inserita nel piano pandemico come struttura da utilizzare – in accordo con il privato – in caso di emergenza – ha continuano Sborgia -. Invece si è deciso di lasciarla pulita per sporcare l’ospedale; c’è da augurarsi che il livello di contagio inizi a scendere e che l’inverno sia clemente nei nostri confronti dato che tutti conosciamo i problemi delle infrastrutture dell’entroterra».

«Di fatto ora succede che gli abitanti dell’entroterra ci penseranno due volte prima di andare in ospedale – ha concluso Sborgia -. Domani incontreremo il presidente Acquaroli e credo che siamo ancora in tempo per ripensarci visto l’andamento dei ricoveri; chiederemo un cambio di direzione in tal senso».