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Coronavirus, Storti: «Nelle Marche nessun focolaio. No a paura ed emotività»

La direttrice dell'Asur e il presidente regionale tranquillizzano, pur invitando a non sottovalutare la situazione. Ceriscioli: «Da domenica vedremo gli indirizzi da emanare, sulla base dell'evoluzione nazionale»

L'incontro sul Coronavirus a Fermo

ANCONA – Mentre l’Oms innalza su piano mondiale la minaccia per l’epidemia di Coronavirus a livello “molto alto”, arriva la notizia che il governo riunirà nuovamente le Regioni. «Speriamo che, finalmente, siano adottate linee omogenee che permettano di applicare, con serenità, quegli strumenti che chiedono ai cittadini qualche sacrificio, ma che non sono inutili» ha commentato il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, alla Conferenza di Area Vasta 4, questa mattina a Fermo, indetta dal presidente provinciale Paolo Calcinaro e alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale Fabrizio Cesetti.

Nelle Marche al momento sono 6 i casi positivi e 94 le persone in isolamento fiduciario.

Dopo la nuova ordinanza varata in seguito alla sospensiva da parte del Tar del primo provvedimento, con il quale aveva chiuso le scuole, Ceriscioli ha invocato da parte del governo un «salto di qualità, quell’indirizzo omogeneo che serva a non creare allarme e a dare ai cittadini le risposte che chiedono».
Poi la stoccata verso Conte: «Aprire conflitti istituzionali così forti, in un momento così delicato, ha creato confusione. Ma ritengo che i problemi vadano superati. Preferisco trovare una soluzione nuova piuttosto che fermarmi a conflitti che non aiutano nessuno».

Una scelta, quella di chiudere le scuole nelle Marche, supportata, secondo Ceriscioli, da «ragioni scientifiche, non politiche». Secondo il presidente «il dibattito va riportato nella sua giusta dimensione», forti del fatto «che non ci troviamo di fronte a una malattia catastrofica, ma neanche a una banale influenza. Dobbiamo affrontare una situazione di emergenza, dove la salute viene prima di ogni considerazione economica».
Ceriscioli ha concluso spiegando che fino alle 24 di sabato è in vigore l’ordinanza firmata ieri sera, ma «da domenica vedremo gli indirizzi da emanare, sulla base dell’evoluzione nazionale».

«È un momento che dobbiamo gestire per acquisire le informazioni che servono alle nostre comunità – ha detto invece Calcinaro -. Abbiamo bisogno di una guida certa per non essere in balia delle fake news».

A sollecitare sulla necessità di una «massima allerta, senza paura ma con attenzione», è stata anche la direttrice dell’Asur Marche Nadia Storti che ha precisato: «nelle Marche non abbiamo un focolaio di Coronavirus, ma contagiati da persone provenienti da altre regioni. La situazione è sotto controllo». Inoltre ha tranquillizzato sul fatto che «il sistema è pronto a ogni ulteriore evoluzione. Perciò non lasciamoci prendere dalla paura e dall’emotività».

Intanto il governo come misura precauzionale ha reintrodotto su tutto il territorio nazionale l’obbligatorietà del certificato medico per la riammissione scolastica degli alunni e degli studenti assenti per malattia per più di 5 giorni consecutivi. Un provvedimento che interessa le scuole di ogni ordine e grado e il personale scolastico, fino al 15 marzo 2020. Nel calcolo dei giorni di assenza va incluso anche il periodo di sospensione delle attività scolastiche in seguito all’ordinanza regionale del 25 febbraio.