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Coronavirus, Morani: «Pesaro entri nelle zone rosse». La Lega: «Marche sono senza risposte»

Il sottosegretario pesarese chiede che la provincia rientri tra le aree a rischio. Carloni: «Le Marche fuori dalle riunioni, siamo di serie B»

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PESARO – Ore di attesa e di polemiche. Il decreto della Presidenza del consiglio dei ministri sulle nuove misure di contenimento del virus inserisce come unici territori sicuramente considerati come zona rossa Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, le tre regioni più colpite dal contagio.

Non si sa ancora se a questo elenco si aggiungeranno le Marche, in tutto o solo la provincia di Pesaro e Urbino, quella con più tamponi positivi nella Regione.

La sottosegretaria allo Sviluppo economico del Partito Democratico Alessia Morani nota: «In considerazione dei casi di Coronavirus riscontrati nella nostra provincia credo anche io che sia opportuno che almeno Pesaro e Urbino entri nell’elenco delle zone rosse. Ne ho parlato con alcuni colleghi di governo. In mattinata avremo notizie».

Intanto a far salire i toni della polemica sono il senatore leghista Paolo Arrigoni, insieme ai consiglieri regionali della Lega Sandro Zaffiri, Luigi Zura Puntaroni, Marzia Malaigia e Mirco Carloni .

«Il Governo, nonostante il tira e molla, il ricorso al Tar e le ordinanze reiterate, ancora questa mattina ha lasciato le Marche fuori dalla riunione nella sede della Protezione Civile dove sono presenti solo i governatori di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, coinvolti nelle modifiche del DPCM emanato dal Governo. Ancora questa mattina le Marche sono lasciate nella totale incertezza e senza risposte. Le famiglie non sanno ancora se domani mattina i bambini potranno andare a scuola oppure se saranno costretti a rimanere a casa. Le modifiche richieste dalla Regione e l’inserimento della provincia di Pesaro nella zona rossa poteva essere già  inserito nel decreto di ieri elaborato dal Consiglio dei Ministri e non sotto forma di semplici osservazioni proposte dalla regione. Il sottosegretario Morani che ora si prodiga per ottenere questo obiettivo, dove era nella giornata di ieri quando il decreto veniva redatto dal Governo? Perché non ha parlato ieri con i suoi colleghi di Governo? Queste continue incertezze e questo modo superficiale di gestire questa situazione di emergenza crea solo disagi ed incertezza nei marchigiani che vengono trattati ancora una volta da cittadini di serie B».

Nel primo pomeriggio è arrivata la replica di Matteo Ricci alla questione “zona rossa”: «È molto probabile che la provincia di Pesaro e Urbino e la provincia di Savona, su richiesta delle Regioni Marche e Liguria, rientrino nelle zone nelle quali vanno previste ulteriori chiusure come precauzione, essendo province con casi non preoccupanti e senza focolaio, ma confinanti con le regioni considerate rosse. È quindi molto probabile che nel pomeriggio si ufficializzerà la scelta e che ci sia un’altra settimana di stop delle scuole e di alcuni eventi pubblici in tutta la provincia di Pesaro e Urbino. Insieme al vicesindaco Daniele Vimini abbiamo quindi deciso di mantenere per oggi pomeriggio soltanto l’iniziativa all’aperto: l’accensione delle luminarie e il concerto dal Balcone in via Passeri alle ore 18. Le attività programmate al chiuso verranno invece rinviate alla prossima settimana».

Ricci rassicura che «La situazione nel nostro territorio è sotto controllo e le autorità sanitarie stanno facendo un lavoro ottimo. Dei 24 casi nella nostra provincia accertati, almeno 15 sono guariti o sono già in via di guarigione – continua-. Speravano di poter ripartire più velocemente e invece dobbiamo farlo in maniera più graduale. Dobbiamo fidarci delle scelte precauzionali di governo e Regione ed applicare le nuove indicazioni che ci daranno. Aspettiamo quindi per il pomeriggio le comunicazioni ufficiali, sul coronavirus decidono Regione e governo e non i Comuni».

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