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Coronavirus, la Lardini di Filottrano avvia la produzione di 60 mila mascherine

La nota azienda di abbigliamento si riconverte per fronteggiare l’emergenza. «Siamo tornati al lavoro per avviare la produzione», spiega Andrea Lardini. Una parte donata ai comuni di Filotranno e Cingoli

La famiglia Lardini
Da sinistra: Andrea, Annarita, Lorena e Luigi Lardini

FILOTTRANO – Il settore tessile del Made in Italy reagisce all’emergenza Coronavirus e si riconverte concentrandosi sui dispositivi di protezione individuali. E così anche la Lardini di Filottrano ha avviato la produzione di 60 mila mascherine insieme alle aziende satellite Pantalonificio CO.MI.G. e Cingoli Confezioni.
«I nostri operai sono già a casa da tre settimane perché per noi la salute dei dipendenti è la priorità, – ha dichiarato il presidente dell’azienda Andrea Lardini – ma una parte è tornata al lavoro appositamente per produrre i nuovi dispositivi».

Parte delle mascherine sarà poi donata ai comuni di Filottrano e Cingoli. Una prima tranche con 1000 dispositivi è stata consegnata questa mattina. «È un dono della famiglia alla nostra città e non solo – ha commentato il sindaco di Filottrano, Lauretta Giulioni -. I giovanissimi dipendenti che sono rientrati in produzione hanno lavorato gratis così come gratis hanno lavorato le sartine da casa per aumentare la produzione. Il Comune provvederà all’equa distribuzione alle famiglie del quantitativo che verrà donato».

Si tratta di mascherine TNT (tessuto non tessuto), con la stoffa acquistabile presso fornitori indicati, e garantiscono la traspirazione per le 8 ore di un turno di lavoro, alla fine del quale devono essere gettate nell’indifferenziata.
Per avviarne la produzione l’azienda ha ricevuto l’autorizzazione in deroga al Decreto da parte dei Prefetti di Ancona e Macerata. «Tutte le mascherine prodotte sono igienizzate e sterilizzate con l’ozono in ambiente sterile per 5 ore in camera stagna», fa sapere l’azienda.