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Coronavirus, appello Fiom Cgil: «No a riapertura Fincantieri dopo Pasqua»

Il sindacato ha scritto al presidente regionale Ceriscioli, al prefetto D'Acunto, alla sindaca Mancinelli e ad Asur chiedendo di intervenire. Il rischio è che rimettere in moto già dal 14 aprile 2.500 dipendenti potrebbe far risalire la curva dei contagi

L'area Fincantieri al porto di Ancona
L'area Fincantieri al porto di Ancona

ANCONA – Attendere per la riapertura delle aziende metalmeccaniche. È quanto chiede Fiom Cgil nella lettera inviata questa mattina al prefetto di Ancona Antonio D’Acunto, alla sindaca del capoluogo Valeria Mancinelli e al presidente regionale Luca Ceriscioli e all’Asur. Al centro della missiva la situazione che si sta venendo a creare per l’annunciata riapertura di Fincantieri. Un no secco, quello che arriva dal sindacato, sull’ipotesi riapertura.

«L’azienda sta facendo pressioni per riaprire i cantieri italiani, incluso quello di Ancona, già da martedì 14 aprile» spiega il segretario regionale Fiom Cgil Tiziano Beldomenico che proprio non ci sta e sottolinea che «Fincantieri sta spingendo con le prefetture per avere l’autorizzazione alla riapertura dell’attività produttiva, asserendo che che sono in regola con quanto prevede il protocollo di sicurezza siglato dai sindacati a livello nazionale».

Il timore è quello del rischio contagio, dal momento che nel cantiere è difficile lavorare con le distanze di sicurezza previste. Secondo il sindacalista l’azienda avrebbe messo sul piatto della bilancia il fatto che il Governo ha dichiarato attraverso il Mes che Fincantieri è una attività produttiva strategica a livello nazionale.

«Siamo nettamente contrari, in accordo anche con le altre sigle sindacali, ad una riapertura così celere – dichiara Beldomenico – e con nessuna garanzia che tutto quello che è stato fatto di buono in termini di riduzione della diffusione dei contagi non possa essere messo in discussione da una mossa di questo tipo. Inoltre dal cantiere di Ancona ci hanno già comunicato che la riapertura potrebbe avvenire con circa 2.500 lavoratori già rientrare da martedì». Lavoratori che secondo il sindacalista si andrebbero a riversare fra trasporti pubblici e negozi, mettendo a rischio sé stessi e le loro famiglie. Per questi i sindacati sono infuriati e temono che la riapertura di Fincantieri potrebbe essere seguita a cascata anche da molte altre aziende metalmeccaniche del territorio.