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Coronavirus, il distanziamento sociale fa esplodere porno e sesso virtuale. Escort in smart working

La celebre piattaforma Pornhub evidenzia in Italia una crescita di traffico che ha toccato punte di incremento del 55%. Le professioniste del sesso ne approfittano per sfruttare la tecnologia e continuare il loro lavoro. Il punto con la sessuologa

Foto di repertorio

ANCONA – È boom di traffico sui siti porno, mentre le escort si dedicano allo smart working. Gli italiani costretti in casa dal Coronavirus per accorciare le distanze sociali si consolano con il web e le professioniste del sesso ne approfittano per continuare a lavorare sfruttando la tecnologia, grazie alle videochiamate e alle chat che consento di fare sesso virtuale, o smart sex, magari travestite da infermiere alle prese con un tampone da fare al paziente virtuale o da farsi fare.

Ad esplodere è soprattutto il mondo del porno online che registra una vera e propria impennata subito dopo l’introduzione dei divieti negli spostamenti. La conferma arriva da Pornhub, la celebre piattaforma di video porno che nel suo ultimo report ha evidenziato in Italia un picco di traffico intorno al 12 marzo, nei giorni immediatamente successivi all’introduzione delle misure restrittive, obbligando di fatto gli italiani a restare confinati in casa: un incremento che ha toccato quota 57% grazie anche all’attivazione da parte del sito di alcune offerte. A sorpresa ad accedere al porno online sono soprattutto le donne over 35.

Le variazioni di traffico su Pornhub

Inoltre dal report emerge che le ricerche di contenuti con il termine “Coronavirus” o “Covid” sono state più di 15 milioni e oltre 1000 video sono stati caricati su Pornhub a tema, molti dei quali hanno incassato più di 1 milione di visualizzazioni.

Ma gli italiani in quarantena si consolano anche con il sesso via webcam. Le “professioniste del sesso” non hanno perso l’occasione di sfruttare il lavoro agile ed ecco che sul portale “Escort Advisor”, uno dei più famosi, si sono moltiplicate le offerte di sesso virtuale sotto lo slogan #IoRestoaCasa e “Divertiti a distanza”.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma non è che al termine della quarantena ci sia il rischio per alcuni di diventare pornomani? «Molto dipende dalla fruizione del piacere che era presente nella persona prima dell’isolamento forzato – spiega la sessuologa Marianna Agoatinelli -: se la persona ad esempio era dedita ai piaceri della compagnia e della tavola, questa preferenza potrebbe trasformarsi in una modalità “ossessiva” verso il cibo. Alla stessa maniera se prima era presente una tendenza verso il mondo voyeuristico del porno, ora potrebbe essere estremizzata».

La psicologa Marianna Agostinelli

Per quanto riguarda le escort in smart working, la sessuologa chiarisce che si tratta di una «decisione che tutela la loro salute in un momento di emergenza sanitaria. Il fatto che dalle varie interviste emerga che alla escort venga richiesto di travestirsi da infermiera e di obbligare il “paziente” a fare il tampone potrebbe farci sorridere umanamente, ma evidenzia in psicologia la nozione psicoanalitica di Eros e Thanatos che sono due principi in perenne conflitto, attraverso le opposte pulsioni di vita (libido, di origine sessuale) e morte (destrudo). La libido è quella pulsione che garantisce l’istinto, mentre la pulsione di morte porta alla ricerca di una condizione di non-esistenza come in questo caso la quarantena obbligatoria».

Altre invece, che faticano ad arrivare alla fine del mese a causa della pausa forzata, si sono rivolte all’Inps per ottenere il bonus da 600 euro previsto per gli autonomi. Ma c’è anche chi chiede aiuto alle associazioni di volontario che cercano di sensibilizzare le istituzioni nel sostenere queste donne magari con pacchi viveri, mentre altre, come nel Nord Italia, organizzando raccolte fondi mirate.