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Coronavirus, calano le prenotazioni verso l’Asia. Burioni: «Continuiamo a fare la nostra vita»

Cresce la preoccupazione per chi deve mettersi in viaggio verso la Cina o verso altri Paesi asiatici. Il famoso virologo fa chiarezza per evitare di cadere nella psicosi

Coronavirus

ANCONA – L’emergenza internazionale lanciata dal’Organizzazione Mondiale della Sanità per il Coronavirus ha comportato misure sempre più stringenti per chi viaggia verso la Cina. Il governo italiano ha bloccato i voli da e verso Cina, Macao, Hong Kong e Taipei. Ma intanto alcune compagnie aeree erano già corse ai ripari annullando tutte le tratte verso la Cina o sospendendo alcuni voli, fra queste British Airwais, Air France, American Arilines, Lufthansa e United.

La situazione sta suscitando preoccupazione specie fra coloro che devono mettersi in viaggio, non solo per lavoro, ma anche per turismo. «Per quanto riguarda la Cina, abbiamo ovviamente registrato cancellazioni» spiega Silvia Catucci, product manager di GoAsia Ancona, tour operator del gruppo GoWorld, specializzato in Medio ed Estremo Oriente. «Per ciò che invece concerne le altre destinazioni asiatiche, la clientela si sta dividendo fra chi cancella per il timore del contagio o in via precauzionale, a causa dell’allarmismo che i media hanno generato, nonostante la Farnesina non sconsigli gli altri Paesi del Sudest asiatico nonché il Sub continente indiano, e chi invece richiede e prenota».
Ma a rischiare di saltare per il timore del contagio sono anche alcune gite scolastiche: si registrano defezioni nonostante le visite non escano dall’Italia ma siano dirette solo verso città italiane.

Intanto la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo ha ricevuto la raccomandazione del governo cinese di sospendere i tour turistici con destinazione Cina. Chi ha già prenotato un viaggio, però, può provvedere a un cambio di destinazione.

Silvia Catucci GoAsia
Silvia Catucci di GoAsia Ancona

La Farnesina raccomanda di «evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei» dove si è originata la diffusione del “nuovo coronavirus” 2019-nCoV, partito dalla città cinese di Wuhan. Le autorità locali hanno adottato misure per il contenimento del virus, fra le quali limitazioni alla circolazione in alcune aree del Paese, chiusura temporanea di molti uffici pubblici, sospensione delle celebrazioni per il Capodanno cinese e chiusura di alcune attrazioni turistiche, posticipo della riapertura di scuole e università.
In ogni caso la Farnesina consiglia di «posticipare viaggi non necessari nel resto del Paese». Intanto il governo è corso ai ripari e ha sospeso il traffico aereo tra Italia e Cina. «Dal 31 dicembre 2019 si continuano a registrare casi di persone affette da Coronavirus in tutta la Cina continentale, nonché casi di decessi connessi al Coronavirus – riporta il sito della Farnesina – . La grande maggioranza dei casi di infezione è stata registrata a Wuhan, ma sono state coinvolte anche altre città e province nel Paese, tra le quali Pechino, Shanghai e il Guangdong».

Il 30 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha alzato il tiro, dichiarando lo stato di Emergenza di Sanità Pubblica di Interesse Internazionale. «Casi di infezione da Coronavirus sono segnalati anche al di fuori della Cina, inclusa l’Italia». Fra questi ci sono anche Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Taiwan, Singapore, Vietnam, Australia, Nepal, Malesia, Francia, Canada, Sri Lanka, Germania, Emirati Arabi Uniti, Cambogia, India.
Ma la Farnesina non esclude che «casi di Coronavirus al di fuori della Cina, anche in Paesi attualmente non elencati in questo Focus, aumentino». Chi dovesse mettersi in viaggio deve contattare direttamente la compagnia aerea o agenzia viaggi di riferimento, raccomanda la Farnesina.

Roberto Burioni, Professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, sul suo blog Medical Facts ha invitato a non farsi prendere dal panico, facendo chiarezza sul virus.

«La notizia che temevamo è arrivata», spiega Burioni, «niente panico, niente paura, continuiamo a fare la nostra vita normale, frequentiamo piazze, strade e ristoranti anche cinesi. Preoccupiamoci del virus influenzale che circola».

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