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Consiglio comunale a Osimo, scontro sul metanodotto

Il no delle opposizioni si è alzato compatto contro gli undici chilometri di metanodotto che passeranno su territorio osimano. Approvato il piano delle opere pubbliche e il bilancio di previsione della Asso

Una seduta del Consiglio comunale di Osimo
Una seduta del Consiglio comunale di Osimo

OSIMO – Un consiglio comunale intenso quello di ieri, 12 giugno, a Osimo. A scaldare il clima politico in primis il nuovo metanodotto Snam previsto da Falconara a Recanati che passerà su territorio osimano per un tratto lungo undici chilometri. «Il Comune ha competenza nella sola valutazione di compatibilità urbanistica. Gli uffici hanno accertato la conformità urbanistica, quindi il consiglio comunale ha preso atto di tale realtà – ha spiegato il sindaco Simone Pugnaloni alle minoranze tutte contrarie -. Nessuno può fermare un’opera di interesse nazionale la cui autorizzazione viene rilasciata dal Ministero dello Sviluppo economico e non certo dal Comune. Come primo cittadino mi sono sentito in dovere di chiedere al Ministero di inserire due prescrizioni: il ripristino del manto stradale di tutte le strade oggetto del piano viabilità del cantiere in particolar modo le vie Coppa e Capanne e la costruzione di una cabina Re.Mi. alla Costa dei gatti per poter finalmente metanizzare quella zona di Osimo che ancora oggi purtroppo viene alimentata dai bombole visto che il metanodotto passerà proprio in prossimità di via Coppa. Tutte le opposizioni a fare terrorismo, quando l’intervento tra l’altro potenzia l’autostrada del gas su Osimo con nuove tecnologie che migliorano il rispetto dell’ambiente e potrebbe tornare utile quale migliore distribuzione del gas sul territorio attraverso la collaborazione con la nostra municipalizzata Astea. Tra l’altro il 75 per cento degli interessati ha già sottoscritto l’accordo economico con Snam frutto di una trattativa tra privati. Nessuno ha agitato il problema».

Il Consiglio comunale ha poi votato quasi all’unanimità il piano degli investimenti che prevede milioni di euro da riversare sul territorio (astenuti i Cinque stelle, contrario il Gruppo misto). Tra tutti spiccano la ristrutturazione del mercato coperto per 120mila euro, l’adeguamento sismico del palazzo ex Eca (440mila), il completamento della pavimentazione del loggiato del palazzo comunale (poco più di 108mila euro), la realizzazione della sala auditorium connessa al polo bibliotecario dell’ordine dei frati conventuali (150mila euro più 165mila nel 2018 e 250mila nel 2019), la manutenzione straordinaria del campo Santilli per 350mila euro e la ristrutturazione dell’ex chiesa San Silvestro danneggiata dal sisma per 264mila.

Poi al voto il bilancio di previsione 2018-2020 dell’azienda speciale Asso: «Salve tutte le risorse per la cultura e il turismo. Con questo bilancio ci sono più risorse al sociale da destinare ai servizi all’infanzia, alle persone con disabilità e agli anziani – ha continuato Pugnaloni -. Finalmente grazie al nostro impegno l’assistenza scolastica parte per la prima volta a settembre sia a scuola che a casa. Un impegno preso e rispettato con le operatrici Asso interessate e le famiglie che volevano un maggiore sostegno per i propri figli. La notizia più bella della giornata però è stata la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Comune e Asso da parte delle educatrici dell’asilo Collefiorito che dal Comune sono state definitivamente trasferite alla Asso. Previste e accettate tutte le tutele promosso dal Comune alle educatrici grazie ai buoni rapporti instaurati con le sigle sindacali».

Le Liste civiche all’opposizione sono soddisfatte a metà: «Approvate all’unanimità la mozione per sistemare e rendere più transitabile via Santo Stefano e quella per realizzare il parcheggio del cimitero della stessa frazione. Era del 2015, speriamo che ora si faccia veramente – spiega il leader Dino Latini -. Bocciata invece la nostra mozione di fusione delle case di riposo di Osimo: dieci consiglieri ritengono che si debba mantenere la separazione delle strutture. Poi abbiamo presentato un ordine del giorno per modificare il regolamento per la consegna di alloggi popolari che prevede di valutare tutte le condizioni economiche dei richiedenti, in particolare di verificare che gli extracomunitari non abbiano beni e altro fuori dall’Italia non dichiarati in modo da porsi sulla stessa piano dei poveri italiani e osimani. Ce l’hanno bollata come proposta fasulla e razzista».