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«Condividiamo il nuovo “salotto” urbano»

Il presidente del consiglio comunale di Jesi, Daniele Massaccesi scrive una lettera al sindaco Massimo Bacci per esprimere apprezzamento rispetto alle decisioni assunte sulla riqualificazione di piazza Pergolesi e per lanciare una proposta

Il presidente del consiglio comunale Daniele Massaccesi

JESI – «Credo che la polemica stucchevole sui metri richiesti o previsti dall’arretramento del monumento a G.B. Pergolesi e gli attacchi un po’ beceri contenuti in qualche comunicato od
in qualche volantino riferibile al Comitato “Nessuno tocchi Pergolesi”, ai limiti della provocazione, della insolenza e forse del codice penale, ed i cui toni non fanno certamente onore ai Promotori del Referendum, debbano lasciare il posto alla condivisione di una idea di piazza da riconsegnare pienamente alla città, insieme alle potenzialità di utilizzo della stessa ed agli aspetti storici ed artistici che la permeano». Ad affermarlo in una lettera inviata al sindaco Massimo Bacci è il presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi.

Scrive il coordinatore dell’aula consiliare jesina: «Personalmente concordo sul progetto che prevede, sostanzialmente, la riqualificazione di Piazza Pergolesi e lo spostamento, previsto nel progetto, del monumento a G. B. Pergolesi, sì da dare alla città una nuova piazza, rispetto all’attuale, probabilmente indefinibile, con una fruibilità diversa e certamente migliore. Ritenevo e ritengo che l’Amministrazione Comunale fosse e sia pienamente legittimata a proseguire nel progetto, e capace di farlo senza sottrarre risorse alla città ed alla manutenzione ordinaria, come maldestramente o strumentalmente è stato invece detto, ma approfittando di fondi a ciò destinati, non comunali, e che altrimenti sarebbero inutilizzabili».

Pieno apprezzamento dunque, da parte del presidente Massaccesi, dell’atto compiuto dall’amministrazione comunale: «Ho apprezzato che la Giunta e Lei, signor sindaco, abbiate deciso di sospendere i lavori fino alla dichiarazione di ammissibilità del referendum, senza che vi foste peraltro obbligati, e che lo abbiate fatto per amore della città – altro che i rimproveri mossi al riguardo da qualcuno! -, per rispetto della stessa e nell’osservanza di leggi e di regolamenti, e che lo abbiate fatto non sull”onda di improvvisate emozioni o di facili strumentalizzazioni, ma che lo abbiate fatto quando si è completato il doveroso accertamento della tecnicalità della sospensione dei lavori, senza conseguenze economiche e possibili richieste risarcitorie formulabili dalle ditte interessate al
progetto o da terzi».

Ecco quindi la proposta: «Ferma la decisione sull’ammissibilità del referendum, di competenza del Comitato dei Garanti, su cui per scrupolo, pur avendo una mia idea e precisa convinzione, non intendo entrare, e semmai considerati i tempi necessari per l’effettuazione del referendum, evento legato anche allo svolgimento delle elezioni amministrative, ancora da fissare, e di alcuni tecnicismi su cui non mi dilungo, le chiedo, in nome di quel rispetto e dell’amore della Città che ha già mostrato, una ulteriore cosa: di approfittare di questo periodo di tempo per una valutazione piena sull’opportunità e/o possibilità di considerare e di approfondire, sempre nell’ottica di quel progetto di riqualificazione, anche alcune questioni che sono state sollevate da più parti, di ottimizzare dove e se possibile le previsioni di quel piano, di quel progetto, coinvolgendo e considerando, in qualche
modo, aspetti ed elementi finora non direttamente coinvolti, ma pure presenti in Piazza Pergolesi, sì da poter pervenire, nei mesi che saranno necessari, ad una riqualificazione non solo maggiormente condivisa ma anche più profonda e più coinvolgente».