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Comunità, linguaggi e territorio. Ecco Nottenera

Intervista a Sabrina Maggiori, direttrice artistica del Festival, in programma sabato 19 agosto a Serra de' Conti

Sabrina Maggiori

SERRA DE CONTI – Che succede quando un’amministrazione lungimirante incontra la grinta artistica di una studentessa del Dams Arti Visive di Bologna? Accade che si spengono le luci e prende vita Nottenera.

Sabrina Maggiori, direttrice artistica della manifestazione, ci racconta questo progetto culturale decisamente innovativo.

Come nasce Nottenera? 

«Nasce undici anni fa. Si sono intrecciati una serie di eventi: io facevo parte di un gruppo che si chiamava “Ortographe”, con il quale ho partecipato alla Biennale di Venezia Teatro diretta, all’epoca, da Romeo Castellucci. Quando sono rientrata nelle Marche sono entrata in contatto con alcune realtà locali, come l’associazione Ex Frantoio, e Bruno Massi che all’epoca era il sindaco di Serra».

Nottenera fu subito una “rivoluzione”, la sua caratteristica più curiosa è che il tutto si svolge in una notte al buio.

«All’epoca si iniziava a parlare della paura del diverso. Il sindaco Massi propose di immaginare qualcosa di speciale legato al buio e così abbiamo ribaltato la prospettiva: la paura è diventato uno strumento di relazione con l’altro e con l’ambiente che ci circonda. Nottenera nasce così: con la fiducia dell’allora primo cittadino e anche grazie al lavoro di Paula Carbini. L’amministrazione è molto sensibile, non ha mai venduto appartamenti pubblici e così gli artisti stanno in residenza anche una settimana. Nel 2012 è nato Nottenera junior, il sindaco da allora è Arduino Tassi: siamo entrati nelle scuole e abbiamo lavorato con i ragazzi. Il Festival è una vetrina: vuole tenere vivo il dialogo con il pubblico, propone prime regionali, ed è l’occasione per tanti giovani talenti».

Quando dici che il Festival è una vetrina, intendi che non si tratta di un evento in senso stretto ma che è stato fatto un gran lavoro? 

«Assolutamente sì, Nottenera è un processo! Un evento è creato dall’alto e muove economia, questo va benissimo ma inizia, finisce e lascia poco. A differenza dei grandi enti che si occupano di teatro abbiamo meno soldi ma più indipendenza: Nottenera è l’officina dei giovani artisti che vengono a sviluppare il proprio lavoro a Serra de’ Conti. Cito ad esempio Serena Balivo (ospite sabato 21.20 al Belvedere) che “Esilio”, della Piccola Compagnia Dammacco: interpretazione superba la sua sul tema, attuale, della perdita del lavoro. Il Teatro così diventa occasione di coscienza, alfabetizzazione del contemporaneo».

A Leonardo Cemak l’amministrazione di Serra ha commissionato una grande tela sullo sfondo del tema “comunità” filo conduttore di Nottenera 2017

Proporre un Festival come questo significa rivolgersi ad un pubblico attivo, alla ricerca di stimoli. 

«All’inizio Nottenera non aveva un biglietto d’ingresso, poi ci siamo trovati circa 7mila persone nel centro del paese: così abbiamo deciso di intercettare un pubblico che fosse davvero interessato. E’ come dici: il pubblico è un concetto passivo se non ha stimoli come il teatro, le arti visive, i laboratori…il programma è molto articolato per sensibilizzare il pubblico e offrirgli più possibilità. Nottenera è un cantiere continuo, frutto di un grande lavoro di ricerca bibliografica e filosofica».

Il programma completo della Nottenera 2017 www.nottenera.itDalle 19:30 alle 02:30 / Centro storico Serra de’ Conti. Ingresso unico 8 Euro / ingresso gratuito fino a 12 anni compiuti. Servizio bus navetta gratuito dalle ore 19:00 alle 3.00 – andata/ritorno da Via Oreste Merli (zona artigianale di Serra de’ Conti) ai due ingressi. In caso di pioggia la programmazione subirà variazioni. Aggiornamenti in tempo reale sulla pagina FB/NotteNera.

 

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