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Il comune di Jesi lascia l’Istituto Cervi

L'assessore Luca Butini ha dichiarato di voler devolvere il contributo alla Consulta per la Pace. Leonardo Animali nel cda dell'Istituto in provincia di Reggio Emilia: «Nostalgie di qualche, oramai canuto, ex giovane missino»

Luca Butini
Luca Butini

JESI – Il Comune di Jesi non è più tra i soci dell’Istituto Cervi. La decisione con una delibera di giunta di una manciata di giorni fa e annunciata dall’assessore alla cultura Luca Butini che ha dichiarato di voler devolvere il contributo (si tratta di poco più di 700 euro annue, ndr) alla Consulta per la Pace.

Il comune jesino nel 2006 era diventato socio dell’Istituto Cervi, insieme ad altre organizzazioni sindacali nazionali, organizzazioni culturali ed economiche per un totale di 116 soci ordinari compresi molti comuni italiani. L’adesione, votata con una delibera di giunta del maggio 2006 (il sindaco era Fabiano Belcecchi) sottolineando «che tutto il lavoro svolto da sempre dall’Istituto è molto importante al fine di tenere viva la memoria, di educare i giovani ai valori della Resistenza e dell’antifascismo, di mantenere salde le ragioni della nostra democrazia». L’amministrazione comunale jesina all’epoca aveva inserito tra gli obiettivi della propria attività quello della organizzazione di iniziative legate alla memoria del Novecento ed, in particolare, degli eventi relativi alla liberazione, la resistenza e l’antifascismo. In quegli anni erano stati portati gli studenti jesini al museo Cervi di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia, e in diverse occasioni erano venute a Jesi personalità e studiosi dell’Istituto tra cui Maria Cervi che aveva partecipato alla ricorrenza del sessantesimo anniversario della Liberazione e alla celebrazione del sessantesimo della Repubblica Italiana.

Con la delibera di Giunta datata fine settembre il comune esercita la facoltà «di recesso dal suddetto Istituto a decorrere dalla fine del corrente anno solare (31.12.2017), al fine di consentire l’utilizzo della somma destinata al pagamento della quota di adesione alla concessione di contributi per la promozione di iniziative in loco a testimonianza e/o a riconoscimento di valori civili e sociali del Paese, nello spirito della Costituzione Repubblicana quali: Libertà, Resistenza, Pace, Uguaglianza».

Il rappresentante del comune di Jesi nel Cda dell’Istituto Cervi, che si riunisce proprio oggi, è Leonardo Animali: «Sono dispiaciuto soprattutto per la mancanza di educazione istituzionale del sindaco Bacci, che ho sempre trovato impeccabile. Tra l’altro, sabato 30 settembre, un’operatrice dell’Istituto Cervi, è stata a Jesi per partecipare ad un’iniziativa di rilievo cittadino promossa da un Istituto Scolastico a San Giuseppe, che ha visto anche il concorso del comune e la presenza dell’assessore Butini – evidenzia Leonardo Animali – Di solito i Soci che, per ragioni diverse, vogliono rivedere il loro rapporto, anche economico, con l’Istituto, sono usi fare una telefonata o una email. Poi, in piena autonomia, magari deliberano. Evidentemente stavolta il sindaco, forse preso, come è normale, da altre priorità, non è riuscito a tenere sotto controllo, come in passato, le nostalgie o i rancori di qualche, oramai canuto, ex giovane missino che fa parte della sua compagine di governo. Conoscendo la cultura democratica ed antifascista di Bacci, confido in un sua azione riparatoria e in un ripensamento, forte della sua legittimità di sindaco. La cosa che in realtà mi spaventa, è il silenzio e l’indifferenza che ci sono state in città, tra il giorno della delibera, il 26 settembre, e lunedì 9 ottobre, quando “di striscio” l’ho saputo io che non vivo più a Jesi da cinque anni».