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Coldiretti Ancona invoca controlli a tutela degli animali

La presidente provinciale Gardoni chiede più accertamenti per il rispetto delle normative riguardanti gli allevamenti, a salvaguardia degli imprenditori che operano secondo le leggi

Maria Letizia Gardoni
Maria Letizia Gardoni

ANCONA – Controlli per trovare e denunciare chi non rispetta le regole di una buona pratica agricola e allevatoriale. È quanto sostiene Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Ancona, con un intervento in merito all’indagine dei Carabinieri Forestali su presunti maltrattamenti in un allevamento di suini nel senigalliese.

Controlli e denunce per colpire sostanzialmente chi non basa il proprio lavoro principalmente sul rispetto del benessere animale, chi non rispetta gli standard qualitativi ed etici su cui nel territorio è stato messo tanto impegno.

«Il nostro settore in questi ultimi 20 anni – prosegue la presidente provinciale di Coldiretti – ha saputo riscattarsi anche grazie all’intelligenza imprenditoriale dei nostri agricoltori ed allevatori. Fortunatamente, gli imprenditori onesti e capaci rappresentano la quasi totalità del nostro tessuto produttivo ed è per questo che vanno tutelati condannando chi non lo è».

Nelle Marche sono allevati quasi 193mila maiali, poco meno di 60mila tra mucche e bufale, oltre 171mila tra pecore e capre e quasi 14mila cavalli e asini.

«Il benessere animale è uno dei punti che Coldiretti sposa all’interno del patto di fiducia stipulato con i consumatori, riconosciuto doverosamente anche tra le linee guida della nuova Pac 2020/2026. La zootecnia – conclude la presidente Gardoni – è un settore di fondamentale importanza per l’economia dei nostri territori, perché presidia le aree marginali e perché mette in moto il flusso di beni primari quali foraggi e cereali utilizzati quotidianamente per la mangimistica».