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Città sotterranee, grotte sul mare e boschi ricchi di biodiversità: i luoghi da scoprire nel centro delle Marche

A Camerano, al Passetto di Ancona e a Castelfidardo, ci sono posti incredibili e caratteristici da visitare. Patrimoni unici da conoscere

Grotte Camerano

MARCHE CENTRO – Città sotterranee, grotte scavate nella roccia che si affacciano sul mare, boschi teatro di battaglie memorabili e ricchi di biodiversità. Per chi sceglie di passare le vacanze nelle Marche, la provincia di Ancona ha molto da offrire. Dopo aver visitato il sud e nel nord della regione, facciamo tappa nelle Marche centro dove, oltre alle meravigliose spiagge e alle attrazioni turistiche conosciute in tutta Italia e non solo, ci sono dei luoghi insoliti da scoprire e da ammirare.

GROTTE DI CAMERANO – Un labirinto di grotte attraversa il sottosuolo del centro storico dando vita a una vera e propria città sotterranea ricca di leggende e misteri. Le Grotte di Camerano sono uno di quei luoghi da visitare almeno una volta nella vita. Di incredibile fascino, sono scavate nell’arenaria e si sviluppano lungo un percorso di circa 2 km dove si incontrano sale circolari, colonne, decorazioni con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi.
Ancora oggi non sono chiare le origini delle grotte ma secondo alcune ipotesi, le prime potrebbero essere state costruite dai Piceni ed essere state ampliate successivamente. Inizialmente si pensava che fossero antiche cave di arenaria o luoghi per conservare il vino. Tutti gli ambienti però presentano abbellimenti architettonici, bassorilievi e particolari decorativi che suggeriscono piuttosto un uso abitativo, rituale e difensivo. Nel 1944, l’intero sistema ipogeo venne adibito a rifugio per la popolazione contro i bombardamenti. Le meravigliose grotte Mancinforte, Ricotti, Trionfi e Corraducci (prendono i nomi dei Palazzi soprastanti) rendono la città sotterranea unica e suggestiva. La visita guidata di circa un’ora porta alla scoperta della storia di ognuna e della loro funzione.

LA SELVA DI CASTELFIDARDO – Teatro dello scontro tra Piemontesi e Pontifici del 18 settembre 1860, la Selva di Castelfidardo per la sua ricca biodiversità rappresenta un patrimonio naturale unico in Europa. Agli inizi del XVII secolo era estesa fino al mare, oggi ricopre solo una cinquantina di ettari del versante nord del colle Monte Oro, da quota 15 metri fino a 120 metri slm. All’interno sono percorribili tredici sentieri caratteristici, il più noto è lo stradone di mezzo che si estende per tutta la sua lunghezza, e veniva usato in antichità per il passaggio di carri e carrozze.
Tra le varie specie presenti si possono trovare tre tipi di carpino, querce, orniello, acero campestre, nocciolo, sorbo, alloro. E ancora, edera spinosa, robbia selvatica, caprifoglio, asparago. Meravigliose le fioriture di orchidee, ciclamini, pervinca e primule. Nel bosco si possono notare delle “acquasantiere“, ovvero cavità di tronchi che raccolgono acqua piovana offrendo una fonte preziosa di abbeveramento alla fauna del bosco: volpe, tasso, moscardino, faina, quercino e donnola. Numerosissimi i rappresentanti dell’avi-fauna, mentre tra i rettili si possono incontrare il biacco e il colubro di Esculapio. Tra i sauri, oltre ai vari tipi di lucertola, la Selva rappresenta la dimora del raro orbettino. Il patrimonio floristico è composto da circa 750 entità vegetali, mentre le specie vascolari sono state catalogate in 400 diverse entità. È un patrimonio unico a livello nazionale.

La Selva di Castelfidardo

GROTTE DEL PASSETTO AD ANCONA – Nel capoluogo dorico le spiagge più note sono certamente quelle di Mezzavalle e Portonovo eppure, a due passi dal centro storico, si trova la spiaggia cittadina del Passetto, resa unica dalle caratteristiche grotte. Oltre 500 porte di legno coloratissime si succedono una dopo l’altra lungo la costa rendendo il paesaggio suggestivo e insolito.
Le grotte sono state scavate nella roccia all’inizio del ‘900 per farne un ricovero per le piccole barche dei pescatori e per ripararsi dal sole nelle calde giornate estive. Tramandate di generazione in generazione, oggi i “grottaroli” le hanno rese più ospitali tanto da divenire delle piccole abitazioni estive. Ci sono tre gruppi di grotte: il primo si trova sotto la piscina del Passetto ed è raggiungibile percorrendo un sentiero; il secondo può essere raggiunto scendendo la scalinata del Monumento ai Caduti (in alternativa c’è l’ascensore); il terzo percorrendo uno stradello in via Panoramica. La spiaggia del Pasetto, costituita da scogli, è frequentata, oltre che dai proprietari delle grotte, anche dai residenti della zona che magari ne approfittano per passare qualche ora al mare.

Grotte del Passetto
Gradara d'Amare