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Chiusura parchi ad Ancona, l’opposizione si scaglia contro il provvedimento

La decisione dell'amministrazione Mancinelli ha suscitato la contrarietà di alcuni consiglieri dell'opposizione che ne hanno rimarcato le modalità secondo loro non consone

Parco Ancona
Dal weekend chiusi i parchi ad Ancona

ANCONA – La chiusura dei parchi pubblici ordinata dall’amministrazione comunale anconetana, come misura di contenimento per l’espandersi della pandemia, ha fatto molto discutere suscitando la contrarietà di diversi membri dell’opposizione.
Andiamo per ordine, nella giornata di domenica 7 marzo era arrivata la seguente nota direttamente dal Comune dorico: “Per evitare assembramenti, nel rispetto del nuovo decreto del Governo, sono stati chiusi i parchi dotati di portoni: Villa Beer, Cittadella, Cardeto, Forte Altavilla, Gabbiano, Via Vasari, Ricci, Via Bezzecca, Parco della Pace, Via Ragusa, Via Ete e Via Scrima”.

Il primo a rispondere, attraverso la propria pagina Facebook, era stato il consigliere di Altra Idea di Città Francesco Rubini: «Sono le 15:45 di domenica e nessuna ordinanza di chiusura di parchi e spiagge è stata emanata dal sindaco di Ancona (sull’albo pretorio online non compare nulla). Malgrado quest, diverse aree pubbliche sono state chiuse e le zone del Passetto e di Portonovo sono presidiate da forze dell’ordine che impediscono la discesa a mare. Eppure, da Dpcm, l’attività motoria (nei pressi dell’abitazione) e sportiva (senza limiti) sono consentite. Non vorrei che qualcuno abbia deciso che l’emergenza possa far venir meno lo Stato di diritto. Interrogherò la giunta in Consiglio Comunale non appena possibile».

Sulla stessa linea d’onda l’altro consigliere dorico Gianluca Quacquarini: «Tutto bene sul merito della decisione ma del tutto sbagliato nel metodo impositivo adottato. Infatti i parchi in questione sono stati chiusi senza nessuna ordinanza sindacale ma come se fossero giardini privati di qualcuno della Giunta. Non va affatto bene perché i parchi sono pubblici e quindi di tutti noi cittadini anconetani. Si giustificano dicendo che “per evitare assembramenti, nel rispetto del nuovo decreto del Governo, sono stati chiusi i parchi…” come scritto in mattinata sulla pagina Facebook del Comune di Ancona – Informacittà. Innanzitutto il decreto in questione non è del Governo ma del presidente del Consiglio dei ministri, da qui l’abbreviazione Dpcm, e in secondo luogo nel suddetto provvedimento non si dice di chiudere i parchi anche se in zona rossa. E dunque nel Dpcm del presidente del Consiglio Mario Draghi, in vigore da sabato scorso 6 marzo fino al prossimo 6 aprile, non si parla di chiusura dei parchi ma l’accesso agli stessi è condizionato giustamente al rispetto di quelle che sono le raccomandazioni abituali da 1 anno a questa parte e per le attività sportive si specifica che si può andare al parco ove accessibili e cioè dove non ci sono in vigore ordinanze sindacali dei Comuni a cui sono demandate. Come spesso succede perciò il sindaco Mancinelli sfugge alle sue responsabilità facendo chiudere in modo illegittimo i parchi senza firmare nessuna ordinanza scaricando la responsabilità su altri, in questo caso il Governo, per una scelta che può apparire impopolare».

Il tutto sfociato nell’atto di questa mattina in cui Rubini e Quaquarini, insieme alla collega del Movimento 5Stelle Daniela Diomedi sottolineano: «Abbiamo inviato una lettera tramite Pec a Comune di Ancona, Prefettura e Questura, chiedendo urgentemente di comunicarci su quali basi normative nelle ultime 48 ore sono stati chiusi parchi pubblici ed è stato interdetto l’accesso al mare a Portonovo e al Passetto. Stante il Dpcm che, in zona rossa, permette l’attività motoria nei pressi dell’abitazione e l’attività sportiva senza limiti, e in assenza di una qualsivoglia ordinanza del Sindaco, ci appare infatti del tutto illegittimo e arbitrario interdire luoghi pubblici in maniera unilaterale e senza alcun atto amministrativo. Vediamo se qualcuno avrà la cortesia di farci sapere se siamo ancora in uno Stato di Diritto o se un Comune può gestire il territorio come il giardino di casa».

Non lascia spazio a interpretazioni, ma apre al dibattito, il commento della Diomedi: «Sono più che certa che nessuno risponderà. Comunque la richiesta andava fatta perchè la decisione è stata arbitraria e non fondata su alcun provvedimento».