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Ceriscioli intervistato da Ricotta: «Oggi la parte sanitaria più importante la fa ognuno di noi»

L’importante ruolo delle Regioni in questa pandemia mondiale, il sistema sanitario marchigiano, gli incentivi per università e cultura: questi ed altri i punti discussi dal governatore regionale durante l'incontro con il candidato sindaco del PD di Macerata

Narciso Ricotta e Luca Ceriscioli

MACERATA – L’importante ruolo delle Regioni in questa pandemia mondiale, il sistema sanitario marchigiano, gli incentivi per università e cultura, la mappatura dei soggetti asintomatici e molto altro. Se ne è discusso ieri durante il consueto appuntamento del venerdì pomeriggio del candidato sindaco del PD di Macerata Narciso Ricotta che ha intervistato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

«In questa vicenda le Regioni hanno avuto un ruolo davvero importante – ha detto Ceriscioli durante la diretta web “Parla con Narciso” -. Durante un’emergenza sanitaria nazionale facilmente le cose si possono complicare e la materia di cui si occupa lo Stato spesso va a sovrapporsi a quella delle Regioni. Una distinzione più chiara senza dubbio aiuterebbe ognuno a svolgere il proprio compito. Un ruolo fondamentale lo gioca poi il tempo perché in questi mesi le decisioni dovevano essere rapide e veloci. Poi c’è ancora la differenza dei vari territori; basti pensare solo al nord e al sud della nostra regione. Sono convinto che una suddivisione di ruoli dove il governo dà le linee principali ma poi la declinazione puntuale avviene nel territorio attraverso le regioni sia la cosa migliore. Pensiamo all’inizio – ricorda il presidente -: il Governo credeva di aver contenuto l’epidemia in alcune zone rosse ma in realtà non era così. Noi siamo stati i primi a chiudere i luoghi che potevano rappresentare un veicolo di contagio (le scuole, ndr)».

Il presidente Ceriscioli ha poi parlato della «straordinaria tenuta del nostro sistema sanitario che per l’85%, ricordiamolo, è pubblico. Ovviamente in questa emergenza anche la sanità privata ha dato la sua mano ma è importante osservare che siamo entrati con dati peggiori rispetto a molte regioni e ne siamo usciti poi meglio di altri – ha sottolineato -. La parte da leone della sanità marchigiana lo fa il pubblico e ora tutte le strutture ospedaliere riconvertite torneranno alla loro funzione ordinaria anche arricchite di maggiori strumentazioni, come a esempio l’ospedale di Camerino. Saremo poi sempre riconoscenti a chi è stato in prima linea nella lotta all’emergenza e proprio per questo abbiamo stanziato i 20 milioni di euro a loro favore».

Ma al momento quale è lo stato della pandemia nella nostra regione? «Abbiamo 15 malati in terapia intensiva e per due volte si sono registrate due giornate senza decessi; una notizia che ci ha emozionato e che ci ha reso felici se ricordiamo, purtroppo, le circa mille vittime che conta la nostra Regione – ha precisato Ceriscioli -. Ora però, nella fase di uscita, non ci possiamo permettere di rientrare nella pandemia; ricordiamo che si rimane contagiosi per un luogo periodo di tempo e il nostro compito adesso è quello di scovare gli asintomatici. Oggi la parte sanitaria più importante la fa ognuno di noi».

Oltre all’emergenza sanitaria c’è però anche quella economica. «Abbiamo messo in campo una manovra importante per la nostra regione con 200 milioni di euro, soldi che non erano previsti e abbiamo raggranellato con un grande sforzo – ha detto il presidente -. Ora vogliamo però dare un modello di rapidità nell’erogazione dei fondi ed entro la fine del mese vogliamo far sì che siano nei conti correnti delle imprese che potranno usufruirne con una semplice domanda. Vogliamo essere efficaci perché di questo c’è bisogno e perché tutti soffrono il problema della lentezza».

Sulla questione delle case di riposo, che in molte province della regione hanno rappresentato dei veri e propri lazzaretti, il presidente della Regione ha chiarito che «una parte dei 200 milioni andrà al mondo del socio sanitario, in questo caso senza alcuna richiesta. Stiamo studiando un addendum specifico sulle varie convenzioni che abbiamo con le realtà del territorio per mettere in campo una modalità diretta e immediata del contributo».

Il presidente ha infine parlato di università e di cultura. «Abbiamo a cuore il diritto allo studio e stiamo ragionando a degli strumenti da mettere in campo per la ripartenza di tutte le università marchigiane con percorsi che possano tenere insieme tutte le garanzie: quelle sotto il profilo sanitario ma anche economico – ha sottolineato -. Stiamo anche pensando a una azione sierologica sugli studenti perché le quattro università sono una grande risorsa ed è nostro compito averne cura in questo passaggio di ripartenza». Infine lo Sferisterio. «Sarebbe sciocco far cadere un investimento fatto negli anni su un luogo della regione che è cresciuto e che ha fatto crescere l’interesse a ogni livello. Questo è un anno in cui dobbiamo resistere anche sotto il profilo culturale; lo Sferisterio è un pezzo di identità della nostra regione e la cultura occupa per noi un ruolo importante».