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Medico contro i no-vax, Paolini (Lega) sul “caso Gnudi”: «Vogliono intimidire il primario, inaccettabile»

Il deputato pesarese, membro della commissione antimafia prende le difese del primario del pronto soccorso Umberto Gnudi: «I nopass possono dire fesserie salvo poi zittire chi non la pensa come loro»

Luca Rodolfo Paolini, parlamentare della Lega

PESARO – Le parole del primario del pronto soccorso Umberto Gnudi continuano a far discutere. Il deputato Luca Rodolfo Paolini, membro della commissione antimafia, prende le difese del primario. Il medico aveva detto: “No vax, vi curo ma vi disprezzo”.
Paolini si schiera: «Trovo inaccettabile ed intimidatorio che il primario Umberto Gnudi, per una opinione, sia stato, e sia, sottoposto ad un linciaggio mediatico indegno, il cui scopo mi pare ispirato al noto motto mafioso e terrorista “colpirne uno per educarne cento”. Il branco lo ha aggredito protetto dall’anonimato dei social per scoraggiare altri che la pensano come lui, cioè la stragrande maggioranza dei cittadini. Una libertà di opinione tutelata dall’art. 21 Costituzione. La Libertà dei “novax-nopass” è, insomma, a senso unico. “Loro” possono dire ogni fesseria, offendere e minacciare chiunque impunemente. Gli “altri”, come aprono bocca devono essere zittiti, minacciati, o aggrediti. Il tutto a cura di soggetti e gruppi che si sono distinti per istigazioni a violazione di leggi, minacce di colpire con acido e molotov poliziotti e carabinieri, occupazione di sedi di sindacati, manifestazioni sotto case private di sindaci, diffusione notizie false capaci di turbare l’ordine pubblico».

Paolini è duro: «Peccato che, come accade ormai giornalmente, se si ammalano loro, sono pronti a rimangiarsi tutto, ed implorare in lacrime le cure della “medicina ufficiale”, come la chiamano loro. Sì, proprio quella rappresentata dal medico Gnudi e tantissimi altri colleghi medici e operatori sanitari, che per difendere gli altri sono morti o si sono ammalati».

Da Pesaro è partito anche un esposto nei confronti del medico per diffamazione aggravata, istigazione all’odio e procurato allarme. Paolini non ci sta: «Qualcuno di questi “comitati” intenderebbe denunciare Gnudi per ipotesi di reato inesistenti e fantasiose, il cui vero, unico scopo è, palesemente, ancora una volta, intimidire lui e chiunque altro dall’esprimere il proprio pensiero. Invito a segnalare alla Polizia Postale e alla Magistratura tutte quelle dichiarazioni e post che non si limitino all’espressione di opinioni critiche sul tema Covid (legittime) ma che trasmodino in vere e proprie azioni di stalkeraggio, intimidazione, minacce».