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«Carabinieri sempre vicini per aiutare, sostenere e proteggere»: a Macerata l’Arma festeggia i suoi 206 anni

Durante la cerimonia è stato ricordato anche l'appuntato scelto Federico La Rotonda, morto a causa del covid-19; un pensiero anche ai "nuovi eroi" e cioè gli operatori sanitari di questo particolare momento storico. Ecco i numeri dell'attività del Corpo

Da sinistra Salvatore Angieri e il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei carabinieri

MACERATA – L’Arma dei carabinieri festeggia il 206° anniversario della sua fondazione; cerimonia sobria e solenne al Comando di Macerata con il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale, e Salvatore Angieri, in rappresentanza del prefetto Iolanda Rolli.

Una cerimonia diversa da quella degli scorsi anni che ha ricordato il sacrificio e il senso del dovere degli appartenenti all’Arma ma, in questo momento storico particolare, anche di tutti gli operatori sanitari. Il colonnello Roberti ha anche voluto ricordare l’appuntato scelto Federico La Rotonda, deceduto a causa del covid.

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Durante la cerimonia, si è proceduto con la deposizione della targa in ricordo del sacrificio del maggiore Pasquale Infelisi, Medaglia di Bronzo al Valor Miliare; il militare 44enne originario del napoletano, il 14 giugno del 1944, venne fucilato alle spalle sul colle Montirozzo dai soldati tedeschi perché si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò.

«Comandante di gruppo territoriale, nel corso di gravi vicende belliche e di rivolgimenti politici, mantenne decisamente fede al giuramento dato e, pur vedendosi esposto a dura persecuzione, rifiutò di aderire al governo anticostituzionale finché, arrestato e trucidato, suggellò con il supremo sacrificio una vita intemerata di dedizione assoluta alla patria e al dovere» si legge nella targa.

La targa in onore del maggiore Pasquale Infelisi

Tanti carabinieri, durante la lotta per la liberazione dell’Italia dai nazifascisti, rifiutarono il fascismo e il nazismo perché contrari ai loro principi che avrebbero rappresentato la negazione del loro ideale di difesa della nazione e dei più deboli. «Non si può aderire a una Repubblica come quella di Salò – disse Infelsi – illegale dal punto di vista costituzionale e per di più alleata a uno straniero tiranno, per poi essere agli ordini della guardia nazionale repubblicana dove molti dei suoi componenti hanno solo il merito della violenza e della sopraffazione mentre l’Arma ha sempre difeso le leggi dettate da governi legalmente costituiti e ha protetto i deboli contro i prepotenti».

Lo spot ufficiale realizzato dall’Arma per il 206esimo anniversario del Corpo

«Oggi ci rivolgiamo al maggiore Infelisi come “eroe” – ha detto il colonnello Roberti – perché arrivò all’estremo sacrificio per mantenere fede a un giuramento. Ma lui, come tanti altri, di ieri e di oggi, eroi lo erano e lo sono ancor prima di essere uccisi, lo sono, appunto, per la loro fedeltà a un giuramento che onorano tutti i giorni, silenziosamente. Mi riferisco in particolare a quei “nuovi” eroi, medici, infermieri, operatori sanitari e volontari, che abbiamo imparato a conosce in questi mesi, perché hanno continuato a prestare il loro servizio alle persone, spesso compromettendo la loro salute fino a sacrificare la vita, ma avendo come faro sempre l’etica della centralità della persona: uomini e donne che erano eroi prima, che sono eroi oggi e che saranno eroi per sempre».

L’appuntato scelto Federico La Rotonda, deceduto a causa del Covid-19

Durante la breve e solenne cerimonia, celebrata seguendo le norme anti contagio, un sentito e commosso pensiero è andato all’appuntato scelto Federico La Rotonda, deceduto il 9 maggio dopo aver contratto il Covid-19. L’Arma ha poi ricordato le Medaglie d’Oro al Valor Militare Giovanni Burocchi, Alfredo Beni, Sergio Piermanni e Alfredo Costantini e la Medaglia d’Oro al Valor Civile Maurizio Baldassarri.

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«Un altro anno di intenso lavoro si è concluso per i carabinieri di Macerata – ha aggiunto il comandante Roberti – un anno caratterizzato da questi ultimi mesi che hanno segnato e segneranno per sempre la nostra storia e quella del mondo intero. Mesi in cui la presenza “familiare” dei carabinieri nei grandi centri, come nei piccoli borghi, più che mai è servita non solo a garantire il rispetto delle regole, ma anche a proteggere, aiutare e sostenere. Mesi in cui, sotto la costante azione di coordinamento del prefetto Iolanda Rolli, oltre ad assicurare l’adesione alle misure necessarie e indispensabili a contenere una epidemia divenuta globale, hanno visto i carabinieri fornire risposte concrete alle esigenze del territorio e di coloro che in queste settimane erano più esposti. Abbiamo aiutato a distribuire mascherine, quando le stesse erano introvabili, abbiamo assistito anziani per la consegna delle pensioni a domicilio, abbiamo segnalato casi di persone che vivevano in particolare isolamento e prive del minimo sostentamento alimentare, provvedendo a far giungere fino a casa generi di prima necessità, abbiamo mantenuto costante il rapporto con i ragazzi a casa, fornendo ausilio per la consegna di pc e materiale didattico, abbiamo assistito telefonicamente migliaia di cittadini che si sono rivolti al 112 per ottenere informazioni, consigli e indicazioni su come poter risolvere semplici bisogni che la inedita situazione di isolamento obbligato aveva reso assai complicati. E anche quando, purtroppo, la perdita improvvisa di un nostro collega ci ha colpiti come un pugno nello stomaco, abbiamo avuto appena il tempo di piangere il nostro commilitone e siamo tornati a garantire quella fondamentale funzione sociale che ha sempre caratterizzato i carabinieri per quella capacità di stare tra la gente che ci ha consentito, anche in questi mesi drammatici, di mantenere un dialogo con la comunità, nella consapevolezza che la tutela e il rispetto delle regole date erano il fondamento della qualità delle nostre vite».

I NUMERI DELL’ARMA DI MACERATA

In questo ultimo anno, dal 5 giugno 2019 al 5 giugno 2020, sono state arrestate complessivamente 240 persone e denunciati, in stato di libertà, altri 2134 soggetti.

Il colonnello Michele Roberti, Comandante provinciale dei carabinieri di Macerata

Tra le operazioni più significative, coordinate dalla procura della Repubblica di Macerata, ci sono l’indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Macerata unitamente al Reparto Operativo, che ha permesso di trarre in arresto a dicembre scorso, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, quattro pregiudicati di origini pugliesi, resisi autori di 36 furti seriali di autovetture tra Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, nel periodo compreso tra aprile e settembre 2019. L’intensa attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, che conta 30 arresti operati dal Reparto Operativo e dagli altri organi investigativi del Comando Provinciale, ha permesso di sequestrare 5 chilogrammi di eroina, oltre quattro di hashish e marijuana e circa mezzo chilo di cocaina. Una concreta risposta è stata data anche alla commissione dei retai contro il patrimonio: da ricordare i cinque arresti per rapine commesse ai danni di privati ed esercizi commerciali a Matelica, Civitanova e Tolentino. Poi ancora l’arresto, effettuato dalla Compagnia di Civitanova, di quattro persone di origini albanesi – due uomini e due donne – sorpresi in flagranza di furto in una abitazione; in quell’occasione i militari sono riusciti a recuperare la refurtiva e restituirla ai legittimi proprietari.

L’attività dei carabinieri Forestali è stata rivolta, principalmente, alla tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. Complessivamente, nel settore ambientale, sono state deferite in stato di libertà 193 persone e contestate 635 sanzioni amministrative, mentre in quello agroalimentare si contano 28 denunciati e 31 sanzioni amministrative. L’ambito dei rifiuti e dell’inquinamento si è confermato come la concreta criticità in ambito regionale, con il maggior numero di reati accertati, mentre quello della tutela della flora e della fauna (benessere, maltrattamento e traffico delle specie protette) si è rivelato fonte del maggior numero di illeciti amministrativi (alta è la propensione al bracconaggio). Sono state numerose e incisive le campagne di controllo svolte congiuntamente alle stazioni territoriali dell’Arma e agli altri reparti speciali.

Particolare rilievo ha avuto in questo anno anche l’azione contro il caporalato in provincia. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in sinergia con l’Arma territoriale e sotto impulso del prefetto Rolli, hanno denunciato diverse persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei vari settori produttivi. Sono stati individuati numerosi lavoratori oggetto di sfruttamento e, di questi, alcuni anche clandestini. La maggiori violazioni sono state riscontrate nel settore agricolo ma tra le operazioni di quest’anno è da ricordare quella che ha permesso di arrestare un egiziano di 36 anni, titolare di un autolavaggio con sede a Falconara Marittima, che aveva sfruttato tre lavoratori suoi connazionali (uno di loro era anche clandestino). I militari hanno anche deferito in stato di libertà un egiziano e una rumena, legali rappresentanti di un’altra ditta di autolavaggio di Macerata, che avevano occupato altri due lavoratori stranieri sprovvisti di contratto di lavoro – di cui uno clandestino – impiegandoli in condizioni difformi da quanto previsto dai contratti collettivi.