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Cantiano, focolaio alla casa di riposo: 40 i positivi. La denuncia dei sindacati

Una situazione che ha il sapore del déjà vu e ci riporta ai mesi primaverili più critici della pandemia. «Per scongiurare che accadesse di nuovo avevamo chiesto una nuova organizzazione del sistema di prevenzione»

Casa di risposo Cantiano (ex ospedale Savini)
Casa di risposo Cantiano (ex ospedale Savini)

CANTIANO – Focolaio di Coronavirus nella casa di riposo di Cantiano (ex ospedale Savini) dove, nel giro di 48 ore, si è passati da 19 positivi a ben 40 contagiati su un totale di 57 ospiti. Nel momento in cui scriviamo non sono stati ancora comunicati gli esiti di altri 6 tamponi processati che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione. Per quello che concerne il personale sanitario è stata riscontrata la positività su 3 infermieri e 2 Operatori Socio Sanitari. La maggior parte dei casi presenti nella struttura di riposo sono risultati asintomatici o con una lieve sintomatologia: solo due pazienti hanno dovuto essere trasferiti presso strutture ospedaliere.

Una situazione, quella della Rsa di Cantiano, che ha il sapore del déjà vu e ci riporta ai mesi primaverili più critici della pandemia quando il prezzo più caro era stato pagato proprio dalle case residenziali per anziani. Tante erano state le strutture dove purtroppo si erano registrati un numero ingente di contagi che in diversi casi si sono tramutati in decessi. Al riguardo è intervenuto lo Spi Cgil Pesaro e Urbino.

«Questa notizia ci fa precipitare dolorosamente nella drammatica situazione della prima ondata della pandemia. Tutti gli osservatori ci avevano avvisato che con l’approssimarsi dell’inverno ci sarebbe stato un riacutizzarsi del contagio e per scongiurare che accadesse di nuovo avevamo chiesto una nuova organizzazione del sistema di prevenzione, assistenza e cura per evitare i tragici errori del passato che sono costati la vita a molti anziani. Ciò che è successo con il Covid, non si sarebbe dovuto più ripetere, e abbiamo chiesto di rivedere l’intero sistema di assistenza, cura e prevenzione nelle strutture per gli anziani, che sono le persone più fragili».

Loredana Longhin, segretaria generale Spi Cgil provinciale ha voluto aggiungere: «Già nelle settimane scorse, abbiamo chiesto (insieme a FNP Cisl e UILP) all’Asur, a Area Vasta 1 e agli Ambiti sociali territoriali di approfondire la situazione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti ospiti delle strutture residenziali extra-ospedaliere sanitarie e socio sanitarie. In particolare, oltre che conoscere i dati generali riguardo il contagio, è per noi necessario verificare lo stato di attuazione delle procedure e dei percorsi finalizzati alla prevenzione e alla gestione dei contagi da Covid-19 all’interno delle strutture. Chiediamo chiarezza per evitare che gli errori del passato si ripetano – e conclude Loredana Longhin- Non basta isolare i pazienti affetti dal Covid, è necessario rivedere le norme di autorizzazione e convenzionamento delle strutture, ma non solo serve più personale, più assistenti, più infermieri, più medici, e infine più formazione del personale».