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Cambiamenti climatici, AAto 2: «Servono investimenti e interventi per garantire le risorse idriche»

La relazione annuale sullo stato del servizio idrico integrato nella provincia di Ancona è stata presentata quest’oggi (15 dicembre) nella Sala del Consiglio Comunale a Palazzo degli Anziani nel capoluogo. Per la prima volta anche il report sullo stato dei rifiuti

Nella foto sa sx: Giantomassi, Abbondanzieri, Bomprezzi e Cenerini

ANCONA- I cambiamenti climatici, e la siccità da record di questa estate ne è l’esempio, impongono la necessità di cercare nuove soluzioni per la disponibilità della risorsa acqua. È quanto emerge dalla relazione annuale sullo stato del servizio idrico integrato nell’A.A.T.O. N. 2 presentata quest’oggi (15 dicembre) nella Sala del Consiglio Comunale a Palazzo degli Anziani. L’assemblea di Ambito territoriale ottimale “Marche centro – Ancona comprende 43 comuni della provincia.

«Lo stato dei servizi è molto positivo e nel nostro territorio di competenza, in un’estate da record per la penuria di precipitazioni come quella passata, i cittadini non hanno subito evidenti conseguenze come in altri territori nei quali si è giunti fino al razionamento. Grazie alle sorgenti sotterranee ed a scelte gestionali corrette abbiamo contenuto le criticità, ma va posta una riflessione seria sulla necessità di migliorare ulteriormente la resilienza del sistema» dichiara Andrea Bomprezzi, sindaco di Arcevia e neo presidente dell’AAto n. 2 Marche Centro – Ancona.

Massimo Cenerini, direttore AAto 2

«Gli anni di siccità cominciano ad essere la regola, sono fenomeni a cui dobbiamo abituarci. Questa è stata l’estate più siccitosa da metà secolo e l’Italia ha sofferto molto- spiega Massimiliano Cenerini, direttore AAto n.2 -. Il clima sta cambiando e quello che fino adesso è stato sufficiente a livello di infrastrutture, nei prossimi 20 anni non andrà più bene. In futuro serviranno investimenti di natura straordinaria e nuovi interventi. Occorre quindi, ad esempio, ragionare sul sistema degli invasi: serbatoi che accumulano acqua e la distribuiscono quando c’è bisogno. Servono nuove captazioni. La priorità nella nostra programmazione 2016-2019 è ancora orientata ai sistemi di fognatura e depurazione che sono oggetto di infrazione europea».

A tal proposito una delle problematiche sono gli sversamenti sul litorale di Ancona e Falconara. «Questa estate, sempre per via della siccità, si sono verificati pochi sversamenti a mare. È stato fatto uno studio di fattibilità e sono stati individuati degli interventi anche grazie al contributo dell’Università Politecnica delle Marche- sottolinea Cenerini-. Sono molto costosi, 40 milioni di euro, e coprendo i costi solo con la tariffa delle bollette ci vorranno anni. Servirebbe anche il contributo del pubblico».

Il servizio idrico in generale sta vivendo un momento positivo e oggi è, fra i servizi pubblici locali, quello che cresce maggiormente in termini di investimenti realizzati grazie ad una stabilità sistemica garantita da un quadro normativo chiaro, un miglior rating del settore e maggiore disponibilità da parte degli istituti di credito. Inoltre, l’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile prevede misure a livello globale per fronteggiare la crescente pressione sulle risorse idriche allo scopo di garantire un uso sostenibile per favorire sviluppo benessere e pace.

Alcuni sindaci dell’AAto 2

Per la prima volta accanto alla relazione del servizio idrico integrato, è stato presentato anche il report annuale sullo stato dei rifiuti. L’obiettivo è infatti quello di arrivare ad un modo unitario di gestione dei servizi: quello idrico integrato e quello dei rifiuti. L’Ata rifiuti opera in 46 comuni con un bacino di 463mila abitanti. Secondo i dati Ispra, la produzione di rifiuti in Italia è in crescita ed anche nelle Marche il trend è crescente. Anche la raccolta differenziata ha dati in crescita e nelle Marche sfiora il 60%, vicina all’obiettivo del 65% contro il 52,5% del dato nazionale. In netto calo il tonnellaggio dell’indifferenziato.

«Il quadro è positivo, c’è un incremento della raccolta differenziata mentre diminuisce l’indifferenziata. Se la passano bene quei territori che hanno investito nella raccolta domiciliare spinta e nell’impiantistica, adeguandosi tempestivamente alle direttive europee e nazionali- afferma Matteo Giantomassi, responsabile Servizio comunicazione istituzionale e relazioni esterne Ata Rifiuti-. L’obiettivo per il futuro è uniformare le gestioni. Negli anni siamo riusciti ad uniformare le modalità di raccolta che è omogenea ma nel futuro dobbiamo arrivare ad affidare ad un unico soggetto l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti».

«Tutto sommato le problematiche sono simili nei servizi perché i presupposti e gli indicatori considerati sono i medesimi a partire dalla sostenibilità, dal contenimento delle tariffe, alla sinergia con tutti gli attori del territorio agli investimenti nel breve, medio e lungo periodo, al rispetto delle novità normative» commenta Marisa Abbondanzieri, presidente di Anea, Associazione nazionale enti di ambito.