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Bosco urbano a Fano: c’è chi dice «No». Gli ambientalisti attaccano: «Danni all’avifauna e al panorama»

Le associazioni ambientaliste Argonauta e La Lupus in Fabula critiche sul progetto annunciato dal Comune: «Chiediamo incontro urgente con l'amministrazione»

Monti Catria e Acuto visti dal Campo d’Aviazione di Fano
Monti Catria e Acuto visti dal Campo d’Aviazione di Fano

FANO – Non è stata accolta con il medesimo entusiasmo da tutte le realtà cittadine la notizia della prossima realizzazione di un bosco urbano nei pressi del Campo di Aviazione. Il nuovo polmone verde, negli intenti dell’amministrazione, migliorerà la qualità dell’aria e della vita a beneficio di tutta la cittadinanza.

Eppure, nonostante l’evidente bontà del progetto che verrà realizzato da Arbolia, società benefit creata alla fine del 2020 da Snam e Fondazione CDP per realizzare nuove aree verdi in Italia, e che non avrà oneri per il Comune per i primi due anni (la società infatti si occuperà anche della cura e manutenzione degli alberi per i primi 24 mesi), c’è chi non vede di buon occhio l’iniziativa in quanto, nella bilancia benefici e danni, vedrebbe pendere il piatto a favore di questa seconda istanza.

Il bosco urbano
Il bosco urbano

«Ben vengano gli alberi con le loro chiome e la loro ombra se la piantumazione riguarderà il margine dell’area destinata a divenire parco pubblico – riferiscono le associazioni ambientaliste La Lupus in Fabula e Argonauta – se però gran parte dell’area, in nome di una maggiore vivibilità, diventasse oggetto di piantumazioni arboree e venisse trasformata in “verde attrezzato” si perderebbe la sua prerogativa – rara nel territorio costiero regionale – di ampia zona erbosa priva di alberi e non urbanizzata (complessivamente, la pista d’atterraggio erbosa e l’area destinata a parco pubblico hanno un’estensione di circa 100 ettari). Per decenni l’Associazione Naturalistica Argonauta di Fano ha fatto presente (in libri e documenti) che la principale caratteristica del Campo d’Aviazione di Fano è quella di essere priva di alberi e non urbanizzata e quindi non adatta a creare un bosco ex novo che cancellerebbe questa sua peculiarità».

«L’iniziativa di forestazione – proseguono – è volta a promuovere la biodiversità. In realtà il Campo d’Aviazione è ricco di biodiversità grazie alle sue caratteristiche attuali di distesa erbosa costiera. Infatti, grazie alla sua posizione, punto di collegamento tra la rotta migratoria lungo la costa adriatica e quella lungo l’asta fluviale del Metauro, il Campo d’Aviazione è di grande rilevanza per l’avifauna delle zone erbose aperte. Durante la migrazione numerose specie di uccelli sostano sui suoi prati (Stiaccino, Culbianco, Cutrettola, Piviere dorato, Strillozzo, ecc.), altre vi soggiornano nel periodo invernale (Pavoncella, Pispola, Saltimpalo, Codirosso spazzacamino, Beccamoschino, Migliarino di palude, ecc.); alcune vi nidificano (Quaglia, Allodola, Calandrella, ecc.). Capita che persino grandi trampolieri, come la Gru e la Cicogna bianca, e rapaci, come il Falco cuculo, l’Albanella minore, il Falco di palude, ecc. facciano una sosta nei prati del Campo d’Aviazione. Ma non è solo per salvaguardare la biodiversità che quest’area aperta non dovrebbe essere banalizzata con piantumazioni arboree rilevanti e strutture ingombranti: da qui si gode di un ampio panorama verso l’entroterra. Nelle giornate con buona visibilità questa distesa erbosa diventa una finestra aperta sull’Appennino, lo sguardo può spaziare dal Monte Conero ai rilievi appenninici: Monti del Furlo, M. Nerone, M. Catria, M. Cucco, M. San Vicino. Barriere visive quali cortine di alti alberi impedirebbero questa visione panoramica».

Concludono l’appello con una richiesta: «Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente per valutare approfonditamente il progetto presentato alla stampa e trovare quindi una soluzione che non snaturi la vocazione dell’area e preservi la zona prativa che è la sua principale ricchezza».