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Bolkestein, ok a risoluzione per escludere i balneari dalla direttiva comunitaria. Il Consiglio regionale fa quadrato

Nella seduta di ieri del Consiglio regionale è stata approvata all'unanimità la risoluzione unitaria che impegna la giunta a tutelare le concessioni balneari

Il consiglio regionale delle Marche
Il consiglio regionale delle Marche

ANCONA – Disco verde all’unanimità nell’Aula del Consiglio regionale alla risoluzione che punta ad escludere i balneari dalla direttiva Bolkestein, l’atto approvato dalla Commissione Europea nel 2006, recepito in Italia nel 2010, che prevede l’obbligo di rimessa al bando di molte concessioni pubbliche, fra le quali appunto i balneari.

Sull’atto hanno fatto quadrato tutte le forze politiche. La risoluzione ha infatti riunito cinque diverse mozioni presentate dai diversi gruppi consiliari, in linea con le sentenze del Consiglio di Stato che avevano valutato la proroga automatica delle concessioni in contrasto con il diritto comunitario, rendendo così inapplicabile la scadenza prevista al 31 dicembre 2033.

Nel documento si chiede al presidente e alla Giunta regionale di intervenire, attivando la Conferenza Stato-Regioni per un pronunciamento che punti al varo di una nuova norma che possa valorizzare e tutelare l’affidamento delle attuali concessioni.

Gestioni che spesso hanno i balneari in capo da anni, con le concessioni tramandate da generazioni e sulle quali il più delle volte hanno condotto investimenti, che ora, con la risoluzione, si chiede di indennizzare. Tra le richieste avanzate dall’atto, c’è anche quella di una mappatura delle concessioni attualmente presenti.

Carlo Ciccioli, capogruppo Fratelli d’Italia

«Avevamo preannunciato un forte interessamento a tutela dei nostri imprenditori e delle loro famiglie – scrivono il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli e la consigliera Elena Leonardi – e abbiamo mantenuto la parola, il primo passo verso una battaglia che proseguirà in Parlamento da parte dei nostri rappresentanti di Camera e Senato».

«L’industria turistica italiana, grazie agli oltre 8.000 chilometri di costa e al quadro normativo che ha consentito lo sviluppo di migliaia di aziende – spiega Ciccioli -, è fortemente vocata al turismo balneare. Le sentenze del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria che hanno dichiarato che la legge 145/2018 debba essere disapplicata, hanno disposto una proroga generalizzata delle concessioni in essere soltanto fino al 31 dicembre 2023 e dichiarato illegittime a priori ulteriori eventuali proroghe dei titoli concessori, è iniqua. Aggiungo – conclude il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Carlo Ciccioli – in caso la Commissione Ue ritenga comunque di far erroneamente prevalere le proprie competenze in ambito di concorrenza anziché di turismo, richiedere un trattamento equo e non discriminatorio rispetto ad altri Stati membri – Spagna e Portogallo – che hanno prorogato le concessioni senza alcuna contestazione da parte dell’esecutivo comunitario».

La presidente della IV Commissione sanità regionale Elena Leonardi

La mozione di FDI, Lega e Gruppi Civici è successivamente confluita in nella risoluzione unitaria. La consigliera di FdI, presidente della IV Commissione Sanità, Elena Leonardi, ha evidenziato come: «Sono circa 30mila le aziende, la maggior parte a conduzione familiare, che avranno un impatto notevole se non si interviene. L’aver esautorato il Parlamento è inaccettabile. A livello nazionale, il nostro partito ha sollevato il conflitto di attribuzione che, auspico, possa essere sottoscritto dal Governo nazionale».

Bilò (Lega) : «Tavolo tecnico nazionale con associazioni di categoria per riformare il demanio marittimo»

Mirko Bilò, consigliere regionale Lega e vice presidente del gruppo consiliare

«L’Europa che pretende il rispetto del principio della concorrenza per le nostre micro concessioni balneari è la stessa che non interviene quando si tratta di regolamentare la concorrenza dei giganti del web – spiega il vicecapogruppo della Lega Miko Bilò – Il recente pronunciamento del consiglio di Stato, che ha annullato la proroga voluta dalla Lega con il ministro Centinaio, rappresenta l’ingerenza degli apparati nella legittima scelta della politica fornendo un alibi a chi non ha voluto e continua a non voler affrontare la situazione. Non possiamo accettarlo e per questo stiamo lavorando con i nostri ministri Garavaglia e Giorgetti ad un tavolo tecnico nazionale con le associazioni di categoria per riformare il demanio marittimo e stabilire, una volta per tutte, i termini di applicazione della direttiva ai balneari».

Bilò ricorda come il 20 dicembre commissario, parlamentari e consiglieri comunali della Lega si siano ritrovati a Fermo per lavorare con le associazioni e i concessionari e come, nell’aprile scorso, la Lega Marche avesse presentato un ordine del giorno in consiglio regionale con cui chiedeva al presidente Acquaroli di portare la vicenda delle concessioni balneari all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni.

Il vicecapogruppo parla dei balneari come di un «settore strategico per le Marche e per l’Italia» tanto che «lo stesso Frits Bolkestein, firmatario della legge, ha dichiarato più volte che lo scopo della norma è di favorire la libera circolazione dei servizi e che le concessioni degli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi ma di beni. Come Lega Marche ripartiamo da qui, con la consapevolezza e l’energia di chi, ad ogni tavolo sul tema, porta in dote competenza tecnica e una battaglia lunga anni per tutelare e salvaguardare la continuità delle imprese, il loro valore economico, sociale e di tutela del patrimonio marittimo e della biodiversità».

Il Pd: «Patrimonio umano ed economico a cui le Marche non possono rinunciare»

gruppo pd
Il gruppo assembleare del Pd

«Riteniamo importante – sostiene il gruppo assembleare del Pd – che il Consiglio regionale abbia approvato all’unanimità la risoluzione che impegna il presidente della Regione Marche ad attivarsi nella Conferenza Stato-Regioni affinché il Parlamento giunga quanto prima a una legge nazionale che tuteli il lavoro e gli investimenti di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare operanti nel settore balneare dai danni derivanti dall’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato relativa alla direttiva Bolkestein».

«Si tratta di un patrimonio umano ed economico a cui le Marche, come molte altre regioni italiane, non possono rinunciare e che con questo atto condiviso vogliamo tutelare. Anche perché stiamo parlando di ricchezza prodotta nel territorio e che resta nel territorio, a differenza di quanto accadrebbe qualora le future concessioni fossero assegnate a grandi gruppi di carattere nazionale e internazionale».

Ruggeri (M5s): «Dal Consiglio regionale segnale di unità»

Marta Ruggeri, capogruppo Movimento 5 Stelle

«La giunta regionale è impegnata ad attivarsi presso la Conferenza Stato-Regioni e per favorire la rapida soluzione dell’annosa vicenda collegata alla direttiva Bolkestein» spiega la capogruppo del M5s in Consiglio regionale Marta Ruggeri che fa notare come «il dispositivo finale sollecita infatti un atto normativo che valorizzi l’esperienza professionale acquisita dagli attuali operatori, che tenga conto di una specificità tutta italiana rispetto ai settori turistici di altri Paesi Ue, che riconosca ai concessionari di spiaggia il giusto indennizzo degli investimenti effettuati e che – come proposto dai 5 Stelle – preveda la mappatura delle attuali concessioni. In aula è stato ricordato che il comparto turistico legato alle concessioni demaniali marittime produce ogni anno una ricchezza pari al 12% del prodotto interno lordo in Italia».

La pentastellata ricorda che «nel novembre scorso questo sistema è stato scosso da una sentenza del Consiglio di Stato, che mette il 31 dicembre dell’anno prossimo come termine ultimo per le proroghe delle concessioni. Importante è che il Consiglio regionale abbia dato un segnale di unità, trovando un punto di convergenza fra cinque diverse proposte, altrettante mozioni presentate dai gruppi consiliari».