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Biodigestore in Valdaso, 20 Comuni firmano una diffida contro la Provincia di Ascoli

Dopo proteste pubbliche e critiche politiche all'impianto di biometano a San Salvatore di Force, i sindaci della zona hanno chiesto di sospendere l'iter autorizzativo. Sono preoccupati dall'impatto ambientale e dalle conseguenze economiche

Il paese di Force (Foto: Marchexperience)

ASCOLI PICENO – «Il biodigestore di Force non si deve fare». È quanto hanno chiesto esplicitamente i sindaci di 20 Comuni della Valdaso, sia della zona ascolana che di quella fermana, inviando una lettera di diffida alla Provincia di Ascoli. L’ente piceno è quello che deve rilasciare l’eventuale autorizzazione per il via libera all’impianto di trattamento di rifiuti liquidi che dovrebbe essere realizzato da un azienda privata milanese.

Dopo il parere però non ostativo della Regione Marche – di cui si è avuto notizia solo metà gennaio – sul progetto si è scatenata una protesta sia da parte degli amministratori pubblici dell’area più vicina, che di comitati locali di cittadini.

Portando poi ad uno scontro politico diretto tra l’assessore regionale Guido Castelli (Fdi) e il Presidente della Provincia di Ascoli Sergio Fabiani (Pd). Quest’ultimo, dopo l’attacco di Castelli aveva ribadito di essere pronto a ridiscutere la questione, ribadendo però che «se fosse stato necessario coinvolgere tecnicamente anche comuni del fermano, allora è del tutto evidente che il procedimento non sarebbe stato in capo a questo ente, ma sarebbe stato di competenza regionale».

Ora giunge la chiara volontà dei Comuni che si trovano lungo il fiume Aso – confine tra le province di Ascoli e Fermo – di fermare l’iniziativa programmata nella località di San Salvatore di Force (nel Piceno), giudicata troppo impattante dal punto di vista ambientale e non solo.

Preoccupano le dimensioni dell’opera, ritenute «spropositate rispetto alle effettive esigenze del territorio», le problematiche conseguenti alla viabilità locale, oltre ai rischi per la salute che potrebbero derivare dai gas di scarico dei mezzi e dell’impianto stesso. E poi l’impatto economico negativo che l’impianto di biometano potrebbe avere sulle attività produttive locali, agricole in prevalenza e artigianali.

A farsi portavoce del malcontento di un’intera vallata, ancora intatta dal punto di vista naturalistico e nota per le sue produzioni dop di frutta ed ortaggi, è il sindaco di Montalto Marche (Ap), Daniele Matricardi : «Mi sono offerto volentieri per preparare gli atti per la presentazione della diffida alla Provincia – spiega il sindaco – e ribadisco che tutti gli amministratori firmatari fin dall’inizio hanno sostenuto che l’iter autorizzativo presentava diverse carenze, a partire dal mancato coinvolgimento degli enti e del territorio della Valdaso. Ora tutto ciò è stato evidenziato in punta di diritto».

Secondo Matricardi, nella diffida presentata dall’avvocato Ceruti emergerebbero «plurime illegittimità che inficiano il procedimento sul progetto: pertanto ci aspettiamo – conclude il sindaco di Montalto – che la Provincia lo sospenda subito».

La diffida è stata sottoscritta dai rappresentanti di Montalto, Montedinove, Carassai, Montefiore dell’Aso, Rotella e Comunanza per il territorio ascolano.

Mentre per la zona fermana hanno aderito all’iniziativa Pedaso, Campofilone, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano, Smerillo, Monterubbiano, Monterinaldo, Lapedona, Moresco e Ortezzano, Montelparo, Altidona, Petritoli, Monte Vidon Combatte.