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Marche, servizi socio-sanitari, Biancani: «Devono ripartire. Nessuno va lasciato indietro»

Il consigliere regionale mette al primo posto il welfare, assumendosi il rischio di sperimentare nuove modalità di gestione e cura. «L'emergenza sanitaria rischia di alimentare anche un'emergenza sociale»

Anziani, salute, cure, case di riposo, residenze protette, assistenza, fine vita, visite dei parenti agli anziani ospiti

PESARO – Non autosufficienti, malati di Alzheimer, diversamente abili. C’è un’emergenza sociale che rischia di esplodere. Per questo riaprire i centri diurni è fondamentale.

Il consigliere regionale pesarese Andrea Biancani ha un obiettivo: «Riaprire e rafforzare i servizi sociali per dare subito risposte alle famiglie, senza lasciare indietro nessuno».

In questi giorni è stato avviato il confronto tra la Regione, le amministrazioni comunali, gli Ambiti territoriali e gli operatori per definire la riapertura dei servizi sociali e socio-sanitari per arrivare a un nuovo modello di assistenza.

«L’emergenza sanitaria rischia di alimentare anche un’emergenza sociale – sostiene Biancani -. Per questo dobbiamo dare priorità al welfare, assumendoci il rischio di sperimentare modalità nuove di gestione, nella consapevolezza che serviranno, oltre ai dispositivi di protezione individuale, più tempo, più spazio, più personale, più flessibilità. La Regione crede in questo percorso preferenziale per i servizi sul territorio e lo sta dimostrando confermando le risorse e confrontandosi con le amministrazioni locali».

Il consigliere Biancani davanti al conservatorio

«Le famiglie hanno bisogno di aiuto, oltre che di garanzie – insiste Biancani –. È necessario riattivare quanto prima servizi per minori e adulti disabili, bambini, persone e anziani non autosufficienti. I sindaci e i coordinatori degli Ambiti sociali, insieme agli operatori, sono stati invitati a presentare le loro proposte per conciliare la necessità di contenere il contagio con la programmazione dell’assistenza, accelerando la riattivazione già dai prossimi giorni. Punto di partenza è la tutela della salute di utenti e operatori, attraverso il rispetto delle disposizioni per la prevenzione.

L’Asur e la Regione – spiega il consigliere – sono al lavoro per stabilire le linee guida, lo strumento che chiarisce le modalità di apertura, ma occorre accelerare, è importante concludere l’iter entro questa settimana. Così come entro pochi giorni va definito il protocollo che conferma la disponibilità delle risorse non solo per i servizi futuri, ma anche per quelli già garantiti e svolti fino ad oggi». 

Tra i servizi indicati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile da inserire nel Piano territoriale ci sono l’assistenza domiciliare e la riapertura di una serie di attività, tra le quali i centri diurni socio educativi riabilitativi per disabili psico-sensoriali, i tirocini di inclusione, i servizi di trasporto socio-assistenziale. Per l’area minori i centri estivi e quelli di aggregazione, mentre per gli anziani i centri diurni per non autosufficienti e con Alzheimer.