Bando periferie, i fondi per i comuni verranno spalmati su tre anni

Le risorse saranno distribuite e spalmate in tre anni, ma l'Anci resta in attesa del decreto promesso che concretizzi quanto annunciato a palazzo Chigi

La delegazione Anci all'incontro con il premier Conte sui fondi per il bando periferie
La delegazione Anci all'incontro con il premier Conte sui fondi per il bando periferie

ROMA – Ripristinati, almeno a parole, i fondi per il bando periferie, che verranno spalmati nei tre anni. Il giorno dopo l’incontro tra la delegazione Anci e il premier Giuseppe Conte, gli animi non sono così distesi come si vorrebbe al termine di un incontro che segna un sostanziale passo indietro del governo.

Si, perché l’incontro a palazzo Chigi ha da un lato scongiurato l’interruzione dei rapporti istituzionali come paventato dal presidente Anci nonché sindaco di Bari Antonio Decaro, ma dall’altro ha costretto a distribuire nei tre anni (2018/2020) i fondi che erano stati inizialmente stanziati per il 2018 per un totale di 1,6 miliardi di euro, costringendo alcuni comuni a correre ai ripari.

La soluzione prospettata dal primo ministro Giuseppe Conte e dal sottosegretario all’economia Massimo Garavaglia, mediata dall’incontro con i vertici Anci, guarda allo stato di avanzamento del progetto e dei lavori per evitare gravi difficoltà ai comuni che si sono più esposti con il bando periferie. Si prevede infatti che nel 2018 ricevano i fondi prospettati solo gli enti che hanno già fatto partire i lavori; nel 2019 sarà la volta di quelli che sono giunti al progetto esecutivo, mentre per ultimi riceveranno i contributi ministeriali i comuni che sono fermi al progetto definitivo.

«La soluzione è il frutto di una mediazione dopo una trattativa difficile – ha spiegato il sindaco di Senigallia nonché presidente Anci Marche e coordinatore dei presidenti regionali Maurizio Mangialardi – in cui il governo non ha voluto rimediare all’errore e ha rimandato a un prossimo decreto lo stanziamento dei fondi spalmandoli nei tre anni. Sarebbe stato più facile un emendamento che cancellasse la previsione del precedente emendamento ma hanno scelto la strada di un nuovo decreto che dovrebbe arrivare la settimana prossima e su cui vigileremo con attenzione».

Per il momento, l’ipotesi prospettata di un blocco delle relazioni istituzionali è stata dunque scongiurata, ma l’Anci resta in trincea in attesa che si concretizzi quanto annunciato a palazzo Chigi in merito ai 96 progetti di riqualificazione delle periferie urbane in degrado.

Per quanto riguarda le Marche, i fondi promessi interessano la città di Ancona (16 milioni) per sistemare la zona Archi; a Macerata l’intervento coinvolgerà il Centro Fiere di Villa Potenza (12 milioni); a Fermo arriveranno 9 milioni per il Lido Tre Archi, mentre altri 6,5 milioni interesseranno il ponte Armellina e l’edilizia pubblica a Canavaccio (Urbino) e la riqualificazione a Pesaro tra via dell’Acquedotto e la stazione con sottopasso dei Cappuccini e con la pista ciclo-pedonale.