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Ascoli, al via il richiamo del vaccino per il personale sanitario. 4mila le dosi nella prima fase

La campagna riparte oggi con 90 dosi. Nella prima fase ha aderito l'85% dei dipendenti Area Vasta 5. Dallo screening emerge una bassa circolazione del virus

Il vaccino Covid

ASCOLI- Partita oggi – martedì 19 gennaio – nell’Area Vasta 5 la seconda fase di vaccinazione degli operatori sanitari. Nella giornata saranno 90 le dosi che verranno somministrate al personale che si era sottoposto per primo al farmaco Pfizer-Biontech, nella giornate del 27 e del 31 dicembre scorso. Nella prima fase appena conclusa, il vaccino che si pensa debba proteggere dal rischio di infezione da covid 19 è stato iniettato a 4 mila persone.

Si tratta del personale che lavora negli ospedali di Ascoli e San Benedetto ma anche nelle Rsa e nelle altre strutture e presidi della sanità sul territorio provinciale. Per quanto riguarda i dipendenti dell’Area Vasta 5, sia nel settore medico-infermieristico che in quello tecnico e amministrativo, la percentuale dei vaccinati è dell’85% rispetto ad un totale di circa 2400 addetti.

Una percentuale molto alta che dovrebbe garantire una copertura efficace del rischio nei presidi ospedalieri e sanitari del Piceno. Per la somministrazione della seconda dose si procederà nei prossimi giorni, in base alle disponibilità del prodotto: «Ma non ci sono grandi problematiche – assicura Claudio Angelini, direttore del Dipartimento di prevenzione – e si andrà avanti come fatto fino ad ora, utilizzando il farmaco in base alla quantità che ci verrà inviata dalla Regione».

Quanto all’avvio della vaccinazione, sempre volontaria delle altre categorie di lavoratori e residenti, non c’è ancora un programma stabilito. Ma per Angelini occorrerà certamente partire da liberi professionisti della sanità, farmacisti, fisioterapisti e tutte quelle persone che hanno un rischio maggiore di contagio a causa della propria attività o mestiere.

Procede intanto regolarmente lo screening di massa anche nei piccoli Comuni del territorio provinciale, con esiti che segnalano percentuali di positiva al test antigenico non superiori allo 0.3-0.4 % un po in tutte le zone. «Questo vuol dire che c’è un bassa circolazione del virus – ammette il direttore del Dipartimento di prevenzione – e ciò è un bene. Ma occorre comunque prevenire il rischio di una ripresa, svolgendo il tampone molecolare e controllando le condizioni di quelli che sono risultati positivi al primo esame rapido.»

Dati incoraggianti vengono anche dalla situazione dei ricoverati covid nei due nosocomi del Piceno, che vede la presenza di di 8 pazienti in terapia intensiva a San Benedetto e 17 in semi-intensiva ad Ascoli. Anche il flusso dei sospetti covid provenienti dall’Area Vasta 4 del Fermano, che negli ultimi giorni aveva preoccupato la direzione sanitaria ascolana si è stabilizzato : «Ci sono persone che entrano ed altre che escono dai reparti – spiega Angelini – e il quadro generale è sotto controllo

Da segnalare infine che oggi i consiglieri comunali del Partito Democratico di Ascoli hanno presentato al sindaco Marco Fioravanti (Fratelli d’Italia) di chiedere alla Regione di poter utilizzare i test non utilizzati – che nelle Marche sarebbero mezzo milione – per fare lo screening a studenti e insegnati.