Anziani assistiti in hotel a Fabriano, le precisazioni dei proprietari del Gentile

La M.B.N. srl, che gestisce l'hotel Gentile, non esclude il ricorso al Consiglio di Stato e di valutare l'adeguamento della struttura per una effettiva residenza protetta per anziani nei tempi e nei modi necessari

Un'ala dell'hotel Gentile

FABRIANO – Anziani assistiti esternamente in hotel a Fabriano, le precisazioni dei proprietari dell’albergo. Mentre gli anziani iniziano a cercarsi strutture alternative.

Dopo la decisione del Tar Marche di non concedere la sospensiva avverso l’ordinanza del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, con la quale si stabilisce la chiusura della struttura protetta per anziani senza la dovuta autorizzazione in un’ala dell’Hotel Gentile a Fabriano, diversi ospiti dell’hotel stanno cercando altre soluzioni. «Quattro anziani che erano in graduatoria, sono stati inseriti in strutture di Fabriano e Cerreto D’Esi. Vi sono invece altri ospiti che, non essendo in lista, hanno evidenti e gravi difficoltà di ricollocazione. Così come auspicato anche dal Sindaco e dai legali dell’Hotel e dei parenti, gli stessi si incontreranno nei prossimi giorni al fine di trovare una soluzione condivisa che contemperi le esigenze di tutti», evidenzia Fabio Grugnaletti, il legale scelto dai parenti degli anziani.

Nel frattempo, la M.B.N. srl, società gestrice dell’Hotel Gentile da Fabriano, intende fare alcune precisazioni. «Innanzitutto, l’Hotel Gentile è un albergo e non una residenza protetta, pertanto la società ribadisce di non aver in alcun modo violato la Legge. Ciò è stato espresso nel ricorso al Tar e sarà oggetto di giudizio quando il ricorso verrà deciso nel merito. Oltretutto è bene sottolineare un fatto di cui l’opinione pubblica non è a conoscenza e cioè che manca il regolamento attuativo della Legge Regionale sulle residenze protette. In sostanza, non esiste alcun riferimento attuale a cui eventualmente riportarsi».

In secondo luogo, «è bene precisare una volta per tutte, che gli ospiti e i parenti sono da sempre perfettamente a conoscenza di tutta la situazione, ciò nonostante le ordinanze siano state, incomprensibilmente dal punto di vista giuridico, notificate solo alla M.B.N. e non a loro. Piuttosto l’Ente avrebbe potuto agire in maniera meno frettolosa non arrogandosi i poteri di necessità ed urgenza, tra l’altro non presenti. Anche ciò sarà oggetto del giudizio di merito del Tar Marche. Contro l’improvvisa iniziativa natalizia comunale soccorre anche la notoria considerazione che tutti gli ospiti hanno sempre apprezzato il trattamento alberghiero loro fornito», si legge nella nota diffusa.

Non è escluso il ricorso al Consiglio di Stato sulla mancata sospensiva, ma certamente «non risponde al vero che ci siano state anomalie nella gestione dell’albergo. È vero invece che dalla visita dei Nas in poi è stato un susseguirsi di iniziative ispettive sull’albergo con la speranza di trovare qualche magagna a supporto dell’ingiustizia che la M.B.N. sta subendo. Ebbene, allo stato attuale, niente di anomalo è emerso, se non una piccola prescrizione riguardante un piccolo tavolino con il piano di legno e non di acciaio. Non ci sono altre prescrizioni notificate».

Una situazione che porta la M.B.N. a replicare. «Noi siamo proiettati verso la valorizzazione di alcune iniziative economiche che potrebbero risvegliare l’atrofizzata capacità imprenditoriale della città. L’importante ora è capire se la Pubblica Amministrazione intende favorire lo sviluppo e la nascita di nuove iniziative economiche, non intralciando, ma supportando chi intende mettersi in gioco. La M.B.N., per parte sua, sta valutando l’opportunità, anche in considerazione alla economicità, di adeguare la struttura per una effettiva residenza protetta per anziani, nei tempi e nei modi necessari. Ai posteri l’ardua sentenza».