Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Variante Delta in crescita, verso i 35 casi. Le Marche salgono da rischio basso a moderato

I cluster individuati nella nostra regione hanno spinto in alto i contagi e fatto scattare la classificazione di rischio moderato per le Marche. Appello di Nadia Storti alla vaccinazione

Il centro vaccini al PalaPrometeo di Ancona

ANCONA –  Aumentano i casi di variante Delta individuati nelle Marche. La mutazione del virus Covid 19 si sta diffondendo anche nella nostra regione dove sono stati rilevati nuovi positivi e i casi accertati vanno verso i 35.

A spingere in alto i contagi i cluster che si sono “accesi” nei giorni scorsi nel Piceno, dopo una festa in spiaggia a San Benedetto del Tronto. Individuati i primi casi è stato immediatamente attivato il tracciamento dei contatti che ha portato a rilevare nuovi positivi, i quali sono subito stati isolati.

E proprio i numeri in crescita nella curva epidemiologica, hanno fatto salire alle Marche un gradino nella scala di rischio pandemico, come emerso dalla cabina di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità che si è tenuta, come di consueto, nella giornata di ieri.

La nostra regione, insieme ad Abruzzo, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano e Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto, si piazza nella fascia di rischio moderato, dopo essere rimasta per alcune settimane nella zona di basso rischio. Una situazione che invita alla prudenza, anche se gli ospedali, per fortuna, si stanno ormai svuotando.

Fondamentale la vaccinazione. Nelle Marche il 66% della popolazione vaccinabile, dai 12 anni in su, ha ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid 19, ma solo il 38% ha avuto anche la seconda somministrazione. Eppure sono in molti a rimandare a settembre l’appuntamento con la vaccinazione.

«Ricordiamoci che la vaccinazione è l’arma vincente contro il Covid – afferma Nadia Storti, direttore Asur Marche – , chi ancora non l’ha fatto si può prenotare o rivolgere ai nostri centri vaccinali per tutelare se stesso, i propri cari e tutta la nostra comunità. Non aspettiamo il prossimo autunno: purtroppo nonostante le temperature il virus non va in vacanza».