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Timore chiusura scuole, insegnanti e famiglie insorgono sui social: flash mob ad Ancona

Tanti gli striscioni comparsi in queste ore sui cancelli degli istituti locali dopo il caso Campania. Accorroni, del comitaro dorico "Priorità alla scuola" chiede incontro con il neo governatore

Uno degli striscioni apparsi fuori dalle scuole di Ancona

ANCONA – Scongiurare l’ipotesi che si torni alla didattica a distanza. Genitori e comitati scolastici insorgono anche nelle Marche, dopo che il presidente della Regione Campania De Luca ha chiuso le scuole e dopo che alcuni governatori hanno ventilato la possibilità di passare alla didattica a distanza nelle scuole superiori. Tanti gli striscioni comparsi questa mattina nei cancelli di ingresso degli istituti scolastici di Ancona, dove al motto di «la scuola non si chiude, né in Campania né altrove» il comitato Priorità alla scuola ha promosso un flash mob social per tenere alta l’attenzione sulla questione.

Il timore è che con la salita dell’indice dei contagi, provvedimenti restrittivi di questo tipo possano essere presi anche nelle Marche. Il comitato Priorità alla scuola, nato sull’onda del lockdown, che ha visto proprio gli studenti fra i più penalizzati dall’emergenza covid, lancia un grido di allarme per evitare di rimpiombare nel baratro delle chiusure. Costituito da genitori e insegnanti, educatori, nonni e zii, ma anche da tanti cittadini che hanno a cuore l’istruzione e il futuro delle giovani generazioni, ieri sera (giovedì 15 ottobre) appena appresa la notizia delle chiusure in Campania, si sono subito mobilitati a livello nazionale per impedire un effetto domino che sarebbe devastante sui ragazzi e sulle loro famiglie.

IL flash mob social del Comitato Priorità alla scuola

Dopo una notte trascorsa quasi insonne per organizzarsi sul territorio, il comitato partito da tre mamme marchigiane, e che oggi conta 800 follower sui social e una rappresentanza su Loreto, Civitanova Marche, Pesaro e in via di istituzione a Macerata, dopo l’assemblea nazionale di ieri sera, si è subito messo al lavoro per promuovere un presidio permanente a Napoli e la mobilitazione social ad Ancona. Visto il tema caldo e sentito dalle famiglie le adesioni non sono mancate: hanno aderito 14 scuole solo ad Ancona, fra primarie, medie e superiori, fra le quali i licei Galilei e Rinaldini.

«Siamo contrari alla chiusura delle scuole, gli studenti e le famiglie non possono pagare per gli errori e i problemi di altri settori, come sanità e trasporti» spiega Livia Accorroni del comitato di Ancona, ponendo l’accento sulla necessità di potenziare trasporti e sanità. «Chiudere nuovamente le scuole è una rappresaglia contro i ragazzi e l’istruzione, dobbiamo convivere con il virus: servono più risorse sia nell’ottica di un potenziamento del personale nelle Usca e nelle Asur, che di un rafforzamento dei trasporti, anche ricorrendo ai mezzi delle aziende private che si sono rese disponibili a dare il loro supporto».

Il Comitato Priorità alla scuola ha affisso striscioni all’esterno delle scuole di Ancona

Livia Accorroni si appella infine al presidente regionale Francesco Acquaroli e alla nuova Giunta: «Serve buon senso e un approccio scientifico guardando ai veri dati della pandemia: bisogna stanziare risorse per sanità e trasporti: il panico non aiuta, anzi distrugge solo il Paese». Il comitato Priorità alla scuola chiede un incontro al governatore per un confronto atto ad evitare chiusure che sarebbero devastanti.