Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Test sierologici in farmacia, raggiunta l’intesa

L'accordo è stato raggiunto con Federfarma e Confservizi Assofarm Marche. Costerà, al massimo, 19 euro. Grande soddisfazione da parte della Regione

ANCONA – Stretto l’accordo tra Regione Marche e le associazioni dei farmacisti, Federfarma e Confservizi Assofarm Marche, per l’esecuzione dei test sierologici rapidi anche nelle Marche. L’iter era partito il mese scorso dopo il via libera dal Ministero della Salute. Obiettivo alleggerire l’attività di screening condotta dal sistema sanitario, evitando che le persone si riversino negli ambulatori dei medici o nei pronto soccorso in preda a sintomi riconducibili al covid, ma che magari invece sono quelli di un “normale” raffreddore.

Nelle Marche sono 530 le farmacie presenti sul territorio, una rete capillare che consentirà così di potenziare l’attività di screening e di isolare tempestivamente i casi positivi. Il test sierologico, che cerca nel sangue la presenza degli anticorpi per il virus, rilevando IgE (immunoglobuline E) e IgM (immunoglobuline M), in caso di positività al covid-19, dovrà essere confermato con tampone molecolare, ma intanto eviterà un ricorso massiccio a questi test che scarseggiano.

«Sono molto soddisfatto per l’accordo –  commenta l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini  – con il rischio della sovrapposizione dei sintomi, i test in farmacia permetteranno di discriminare se si tratta di malanni stagionali o di infezione da covid». L’esecuzione del test avverrà «nel rigoroso rispetto delle misure di sicurezza» fa sapere la Regione, e su prenotazione telefonica obbligatoria. I risultati sono poi trasmessi al Dipartimento di Prevenzione dell’Asur che dovrà valutare se sottoporre il cittadino al test molecolare. Nell’accordo la Regione ha stabilito d’intesa con le associazioni che il prezzo massimo a carico del cliente è di 19 euro.

Invece per quanto riguarda i test fai da te «ancora non c’è la validazione da parte del Ministero della Sanità e, pertanto, siamo in attesa di poter aggiungere questo strumento diagnostico, soprattutto per evitare la contaminazione familiare che continua ad essere una delle prime cause della diffusione del virus».

Intanto l’assessore sta lavorando anche all’accordo con i pediatri e i medici di medicina generale per l’esecuzione dei test antigenici rapidi negli ambulatori, mentre in sede di Conferenza Stato Regioni ha chiesto la possibilità di consentire agli infermieri che prestano servizio nella pubblica amministrazione di poter essere impiegati fuori orario, una proposta «condivisa anche dalle altre Regioni» conclude Saltamartini.

Nella giornata di ieri invece è stato siglato l’accordo con i 49 laboratori privati di analisi convenzionati e accreditati  per i test (sierologico, antigenico, molecolare) nell’ambito del percorso guariti, del contact-tracing, dei drive throught e delle prestazioni domiciliari.