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Taxi in sciopero nelle Marche, una quarantina in presidio ad Ancona contro il Ddl Concorrenza. Bocchino (Cgia): «Futuro a rischio»

Presidio dei taxi ad Ancona e Pesaro nell'ambito dello sciopero nazionale di 48 ore contro il Ddl Concorrenza. La categoria vede il futuro a rischio. Ecco perché

Corteo dei taxi ad Ancona

ANCONA – Mobilitazione dei taxi marchigiani in sciopero per 48 ore, per protesta contro l’articolo 10 del Ddl Concorrenza, che prevede l’adeguamento dell’offerta di servizi alle applicazioni web che connettono conducenti e utenti. Lo sciopero nazionale, nelle Marche ha visto due iniziative, una ad Ancona in Piazza della Republica con i taxi che si sono diretti in corteo fino al piazzale della Stazione ferroviaria e l’altra a Pesaro.

Nel capoluogo marchigiano hanno partecipato «una quarantina» di taxi, da tutta la provincia, fa sapere Luca Bocchino, referente del comparto trasporti persone, merci e taxi di Confartigianato Imprese Ancona, Pesaro Urbino., I taxi sono arrivati non solo da Ancona, ma anche da Falconara, Osimo, Senigallia, Castelferretti e Jesi. Una ventina i mezzi in presidio a Pesaro.

Una manifestazione che ha comunque garantito i servizi minimi, che saranno garantiti anche domani, con un 20 – 30% di taxi rimasti in servizio per il trasporto sociale, ovvero quello dedicato alle fasce fragili della popolazione come anziani, disabili e portatori di handicap.

Il presidio dei Taxi ad Ancona

Nelle Marche sono 200 i tassisti che vedono il proprio futuro a rischio, dopo aver costruito le loro attività con anni di sacrifici e con licenze acquistate a caro prezzo. Se il Ddl dovesse ottenere la fiducia, rimarca Bocchino, «si lascerebbe il campo libero ai grandi colossi, come avvenuto anche in altri paesi europei».

Il referente di Confartigianato aggiunge «abbiamo sempre cercato di aprire un confronto con il governo, senza però essere ascoltati». «Aprire il settore ad operatori che utilizzano app e piattaforme per interconnettere passeggeri e conducenti – conclude – , vuol dire penalizzare il servizio e la professionalità dei nostri tassisti e mettere a rischio il loro futuro».