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«Sostituzione etnica», volano stracci fra maggioranza e opposizione: Ciccioli sotto accusa

Il capogruppo di Fratelli d'Italia è finito sotto la lente di ingrandimento del Pd e alla ribalta delle cronache nazionali per il concetto espresso in Aula durante il Consiglio regionale di martedì. Le reazioni

Carlo Ciccioli

ANCONA – È sempre più acceso lo scontro fra maggioranza e opposizione. Dopo l’aborto, che ha tenuto banco negli ultimi giorni, ora volano stracci sul tema della «sostituzione etnica». Il concetto è stato espresso per la prima volta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli nella seduta consiliare di martedì, quando in Aula l’ex parlamentare e coordinatore regionale del partito della Meloni, ne aveva parlato in un passaggio del suo discorso nell’ambito della discussione di una mozione Pd sull’aborto. Il consigliere regionale aveva sostenuto la necessità di puntare sulla natalità per evitare una sostituzione etnica dei marchigiani con gli immigrati che invece continuano a fare figli.

Un concetto che Ciccioli ha rilanciato affermando che «c’è un intero plesso scolastico che non ha più studenti italiani. C’è stata una sostituzione. Oggi io sostengo che occorre approvare immediatamente una “194” in difesa della libertà delle donne di fare figli, che permetta alle giovani coppie di accedere immediatamente al sostegno per la maternità, asili nido e scuole materne gratuite, libri di testo gratuiti dalle elementari alle superiori e gli attuali modesti assegni familiari finalizzati solo alle spese domestiche, implementati significativamente in caso di più figli. Allora si che non ci sarebbe la sostituzione in quell’edificio scolastico. Anche gli italiani hanno diritto di vivere come popolo e di riprodursi, non dobbiamo essere ridotti come i ”nativi americani”, tanto citati oggi dal Presidente Biden».

Parole che hanno suscitato la reazione del Pd e sono arrivate alla ribalta delle cronache nazionali. Il gruppo consiliare dei dem ha tacciato Ciccioli di essere «sempre più in difficoltà nel contenere i suoi primordiali istinti ideologici» arrivando «a tirare in ballo l’identità nazionale, la capacità di riproduzione, la sostituzione etnica; tutti temi attinti a pieni mani dalla retorica del Ventennio e dalle più strampalate teorie complottiste. Sulle sue gravi dichiarazioni annunciamo fin da ora che depositeremo un’interrogazione».

Antonio Mastrovincenzo

Il consigliere regionale Pd Antonio Mastrovincenzo chiede al governatore Francesco Acquaroli «una immediata presa di distanza dalle sue parole (di Ciccioli ndr)». Dichiarazioni dalle quali «viene fuori il vero volto di Carlo Ciccioli, il suo pensiero, razzista, inquietante e pericoloso» dichiara Mastrovincenzo, spiegando che la questione assume contorni ancora più «spregevoli perché si riferisce ai bambini delle scuole, da dove dovrebbero invece partire processi reali di integrazione per una società multietnica del futuro».

Il senatore del Pd Francesco Verducci parla di parole «subdole e pericolose, perché volutamente collegano il tema reale e serissimo dell’interruzione di gravidanza con la delirante teoria cospirazionista della ‘sostituzione etnica’ che l’estrema destra più becera utilizza per aizzare odio e paura».

Secondo il parlamentare marchigiano, vicepresidente della Commissione Cultura del Senato «non esiste alcuna sostituzione etnica. Esiste il tema urgente di politiche sociali che sostengano la maternità e la famiglia. Esiste la questione migratoria. Esiste una legge, la 194, che è una grande conquista di civiltà che garantisce alla donna il diritto all’autodeterminazione e alla maternità consapevole. Le tre cose esistono ma non sono correlate. Chi le tiene insieme lo fa per ingannare i cittadini. Le parole di Ciccioli sono pericolose perché volutamente legano l’attacco alla 194 (e quindi alla salute delle donne) a mistificanti tesi di stampo razzista».

Francesco Verducci sottolinea che la legge 194 ha ridotto il numero degli aborti illegali, evitando rischi per la salute delle donne: «Basta con questi deliri fatti sulla pelle delle donne», dichiara, aggiungendo che la decisione della giunta regionale di non adeguarsi alle linee guida ministeriali con la distribuzione della pillola abortiva anche nei consultori «avrà l’effetto di aumentare gli aborti illegali e di mettere a rischio la salute di tante ragazze e donne. Nelle Marche è in atto una violazione della legge e dei principi della nostra Costituzione, e va denunciata e contrastata».