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“Le sfide dell’Unione Europea post Covid”: gli esperti all’UnivPm su PNRR, fisco e diritti umani

Il convegno, promosso dalla Politecnica delle Marche, ha riunito importanti relatori per analizzare i mutamenti portati dal Covid sul fronte istituzionale, economico, sociale, della difesa comune e dell’immigrazione

Il convegno UnivPm

ANCONA – I mutamenti profondi portati dal Covid sul fronte istituzionale, economico, sociale, della difesa comune e dell’immigrazione, sono stati al centro del convegno “Le sfide dell’Unione Europea nell’era post Covid” promosso dalla Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.

Un confronto che ha visto importanti interventi, fra i quali quelli di Ferdinando Nelli Feroci, presidente Istituto Affari Internazionali e Co-Presidente Comitato scientifico per il futuro dell’Europa (Italia); Monica De Angelis, docente UnivPm e presidente OLED (Osservatorio sulla Legalità Economica e i Diritti Fondamentali); Antonio D’acunto, già Prefetto di Ancona; Luisa Motolese, presidente della Sezione Giurisdizionale Marche della Corte dei Conti; generale Claudio Bolognese, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ancona; Guido Castelli, assessore al Bilancio-aree di crisi industriali e Ricostruzione della Regione Marche e Membro del Comitato Europeo delle Regioni per le Marche; Ida Simonella, assessora al Bilancio, alle Attività Produttive e alle Relazioni Internazionali del Comune di Ancona.

Un parterre di relatori di primo livello per l’evento rivolto agli studenti della facoltà. Ad introdurre i lavori è stato il preside della Facoltà di Economia Stefano Staffolani, poi per l’Università sono seguiti gli interventi di Maria Serena Chiucchi, direttrice DIMA (Dipartimento di Management) e di Marco Pacetti, presidente CASE (Centro Alti Studi Europei) e Marta Cerioni, docente UnivPm e direttrice OLED.

La direttrice del DIMA, Chiucchi ha evidenziato le potenzialità del PNRR, piano nazionale di ripresa e resilienza, e ha dato conto anche dell’expertise del Dipartimento della Politecnica, mentre il preside della Facoltà di Economia Staffolani, il quale ha tratteggiato le sfide economiche nell’ottica di una proiezione futura di quella che potrà essere l’Unione Europea nel post-pandemia e di eventuali riforme del profilo fiscale.

La professoressa De Angelis ha invece inquadrato il tema delle fonti del diritto Eurounionale, dando contezza sulla struttura attuale dell’Unione Europea, fissata dal Trattato di Lisbona che ha sostituito i precedenti, e che ha rappresentato una sorta di compromesso storico. Questo la conservato il metodo comunitario solo per le competenze di stretta natura unionale, come agricoltura e pesca, e il metodo intergovernativo per la cooperazione su affari esteri e giudiziaria. Ha inoltre ravvisato la necessità di dare forma ad una Costituzione, adottata anche in forma di trattato, per portare avanti un percorso di evoluzione dell’Eu, specie sul fronte dei punti nevralgici: immigrazione e asilo.

Temi affrontati dall’ex prefetto D’Acunto, che ha evidenziato la necessità di una riforma che stabilisca linee comuni sul piano europeo. Ad affrontare il tema delle risorse del PNRR sono stati gli assessori della Regione Marche Castelli (in collegamento dalla sua abitazione) e del Comune di Ancona Simonella

Una «massa enorme di finanziamenti che impone la necessità di un sistema imponente di controllo e verifica» ha detto Castelli, mentre la presidente della Corte dei Conti Motolese, citando le parole del premier Draghi ha sottolineato l’importanza di un utilizzo corretto, «onesto e veloce» delle risorse comunitarie del PNRR. Ha poi ricordato i protocolli di contrasto delle frodi e della corruzione, stilati con la Guardia di Finanza, Anac e Dogane e Monopoli, per il coordinamento e lo scambio di informazione. Infine Motolese ha rimarcato che dal primo giugno è operativa la figura del procuratore europeo. Sul tema dei controlli si è inserito anche il generale delle fiamme gialle Bolognese.

In conclusione, dal confronto, è emersa forte la necessità di garantire una maggiore partecipazione dei cittadini sul PNRR, in chiave democratica e di elaborare una Costituzione, anche in forma di trattato, «per ricostruire Istituzioni più autonome rispetto agli Stati» in modo da ridare slancio all’Unione Europea «a prescindere dagli egoismi degli Stati Nazionali che talvolta frenano un po’ troppo, come si è visto con la pandemia e l’azione degli stati cosiddetti “frugali” che in un primo momento avevano bloccato l’adozione del PNRR» spiega la docente Marta Cerioni, nel sottolineare anche i nodi a livello umanitario con il caso della Polonia, «che con sentenza del Tribunale non riconosce la prevalenza del diritto eurounionale all’interno del loro stato».

«La problematica fondamentale che evidenziamo e che è evidenziata anche dal costituzionalismo moderno – prosegue –  è che uno Stato che non ha la separazione dei poteri e non riconosce i diritti umani, non ha una Costituzione, quindi dobbiamo riuscire ad avere un trattato che ponga in essere non solo un riconoscimento dei diritti che già c’è a partire dal 2009, ma anche un riconoscimento totale da parte di tutti gli Stati Nazionali a un patrimonio condiviso di diritti umani che deve essere rispettato». Accanto a questo una riforma di separazione dei poteri all’interno del parlamento Europeo.