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«La scuola non è il problema»: sit-in del Comitato Priorità Marche in Regione

Una quarantina di manifestanti del Comitato Priorità alla Scuola si sono ritrovati davanti a Palazzo Leopardi per contestare i provvedimenti di chiusura delle scuole

ANCONA – Nuova protesta del Comitato Priorità alla Scuola (Pas Marche) , che nel pomeriggio di oggi – 2 marzo – è tornato a manifestare, questa volta davanti a Palazzo Leopardi, contro le chiusure delle scuole.

Dopo l’ordinanza regionale siglata dal governatore Francesco Acquaroli che dal 27 febbraio ha posto in didattica a distanza al 100% tutte le superiori delle Marche e le seconde e terze classi delle medie dell’Anconetano e del Maceratese, e con l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole di Ancona firmata ieri sera dalla sindaca Valeria Mancinelli, il Comitato chiede un cambio di passo.

Un quadro nel quale si aggiunge anche il provvedimento regionale per l’istituzione della zona rossa nella provincia di Ancona e forse anche nel Maceratese che Acquaroli dovrebbe firmare oggi, e che con il nuovo Dpcm del 6 marzo potrebbe comportare una serrata per tutte le scuole, come ventilato da fonti governative.

Valerio Cuccaroni, Pas Marche

Una quarantina i manifestanti che si sono ritrovati per un sit-in statico davanti alla sede del Consiglio Regionale, Palazzo Leopardi, ad Ancona, per dire a chiare lettere che «La scuola non è il problema, la scuola è la soluzione». Con la chiusura delle scuole, come fa notare Silvia Mariotti, tra le fondatrici del Comitato Priorità alla Scuola, «salta il tracciamento di cui gli istituti sono baluardo sul territorio».

«Gli studenti sono stanchi e delusi dalle Istituzioni – prosegue -, si sentono considerati come degli untori, inoltre registriamo moltissime situazioni di depressione, apatia e di volontà di abbandonare la scuola e questo è veramente grave. Per questo abbiamo coinvolto una psicologa che ci parlerà di questo, perché si tratta di una situazione che non si può più sottovalutare».

Gli striscioni davanti a Palazzo Leopardi

Valerio Cuccaroni, docente e membro del Comitato esprime preoccupazione per la situazione pandemica, precisando «sono mesi che chiediamo interventi più incisivi per gli screening e il tracciamento che è stato abbandonato anche in seguito ad una scriteriata chiusura delle scuole in autunno che avrebbe consentito di avere un quadro più preciso della situazione». Poi sottolinea il «rimpallo» in atto tra Comuni e Regioni che chiudono le scuole, ma lasciano aperte tutte le altre attività: «Le lezioni vanno garantite in presenza in numero tale da non provocare contagi».

Il Comitato inoltre ha contestato duramente anche l’ordinanza della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli che ha chiuso da oggi tutte le scuole, manifestando davanti al Palazzo Comunale. «La decisione del sindaco di Ancona è stata molto grave, perché è avvenuta alle 19 di sera, senza lasciare il tempo alle famiglie di organizzarsi – afferma Cuccaroni -: non dimentichiamoci che moltissime donne hanno perso il lavoro durante il lockdown e la disoccupazione femminile è uno dei più grandi problemi sociali italiani». Poi l’accento si sposta sul fatto che le chiusure riguardano sempre «solo le scuole, mentre tutte le altre attività restano aperte».

L’IMPUGNATIVA AL TAR

Tra questa sera e domani è atteso il pronunciamento del Tar Marche sull’impugnativa dell’ordinanza regionale siglata da Acquaroli, impugnata da un gruppo di 7 genitori. Il Tribunale Amministrativo delle Marche ha chiesto alla Regione di consegnare la documentazione con i dati epidemiologici alla base del provvedimento, «ma anche questa volta non ci sono a nostro avviso dati che legano in maniera stretta di causa-effetto, la chiusura della scuola con i contagi» afferma Silvia Severini, una tra i genitori che hanno impugnato l’ordinanza.

«La Regione – prosegue – non ci ha mai rilasciato un conteggio esatto sulla relazione tra i contagi e l’apertura della scuola, mentre i dati li hanno, perché quando si verifica un caso positivo vengono eseguiti i tamponi a tutta la classe. Sono dati interessanti che se elaborati sarebbero molti utili per capire effettivamente se nelle scuole e nelle classi avvengono veramente i contagi».

Uno degli striscioni del comitato