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Rilancio del cratere, presentato il Pupun Filiere Futuro Festival

Obiettivo del progetto, un festival che si dipanerà tra maggio e giugno 2022 nel Piceno, è quello di rigenerare e rilanciare i borghi del cratere sismico con eventi culturali, spettacoli, laboratori e workshop

La presentazione del Pupun Festival

ANCONA – Un fitto programma di eventi culturali, spettacoli, performance, laboratori e workshop che coinvolgeranno le attività produttive, l’artigianato artistico locale e l’eccellenza del “saper fare”, che tra maggio e giugno 2022, confluiranno in tre grandi spettacoli.

È l’anima di “PUPUN Filiere Futuro Festival del Piceno” l’evento presentato ieri – 3 novembre – a Palazzo Raffaello, risultato primo in Italia tra gli otto vincitori dell’avviso pubblico “Borghi in Festival. Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori”, selezionato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura tra i 643 progetti presentati in tutto il Paese, attribuendo il punteggio massimo di 100 punti su 100.

Capofila dell’iniziativa il Comune di Comunanza, in rete con altri sei Comuni del Piceno: Acquasanta Terme, Castignano, Montegallo, Palmiano, Roccafluvione e Rotella, con il supporto e il coordinamento di Bim Tronto e  la partnership d Fondazione Carisap, Symbola, Unicam, Form, Mac e Pop Studio, Appennino Up, Bottega del Terzo Settore, Esco BIM, Opera e Casa di Asterione, con il supporto progettuale di Marchingegno.

L’obiettivo del festival che vale 327mila euro (di cui 250mila finanziati dal Ministero e 77mila dal Bim Tronto, Fondazione Carisap ed Esco BIM) è quello di rilanciare e rigenerare le terre colpite dal sisma, valorizzandone identità e potenzialità. Non solo un festival, ma una vera e propria opportunità di crescita per il territorio e di sviluppo per la comunità.

A presentare il progetto sono stati gli assessori con delega alla Cultura Giorgia Latini e alla Ricostruzione Guido Castelli, Alessandra Panzini di Marchingegno, il presidente di Bim Tronto Luigi Contisciani, il presidente della Fondazione Carisap Angelo Davide Galeati e il segretario generale di Symbola Fabio Renzi.

Che significa “Pupun”? È l’antico etimo della popolazione Picena, che rappresenta anche la capacità di resilienza di queste comunità e il legame culturale tra i sette piccoli borghi del cratere. Un Festival che nasce per farsi propulsore di della valorizzazione delle comunità, attraverso l’arte, lo spettacolo, la cultura e le “materie” che caratterizzano il territorio: il patrimonio locale, il genius loci piceno, i saperi locali, le antiche tradizioni legate all’artigianato del legno, del rame, del travertino, per aprire un confronto tra gli operatori culturali ed economici del territorio, sviluppando una nuova filiera e nuove modalità di turismo.

Un approccio avviato da Mete Picene, il brand di destinazione che dal 2017 promuove un nuovo modello di turismo esperienziale altamente sostenibile e accessibile, e che oggi si avvale anche del marketplace a chilometro zero www.madeinpiceno.it. Una rivitalizzazione dei borghi, che passa dunque attraverso la riscoperta del territorio, itinerari esperienziali, residenze artistiche, inclusione sociale, recupero di spazi e tempi in disuso da restituire alla collettività.

Giorgia Latini, assessore regionale all’Istruzione

«Questo progetto primo classificato in Italia – ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Giorgia Latini – è un motivo d’orgoglio per tutta la regione e testimonia la forza e la volontà, percepiti evidentemente anche dal Ministero della Cultura, di tanti soggetti che uniti insieme creano l’anima di un territorio. Valorizzare i borghi è stata fin dall’inizio della legislatura una priorità di questa giunta. In quest’ottica è stata approvata una apposita legge ed è stata organizzato il Festival multidisciplinare MarcheStorie, che ha coinvolto ben 56 Comuni. Il rilancio economico e sociale di queste aree è fortemente legato alle eccellenze e alle tradizioni. Dobbiamo partire dalle nostre radici e fare squadra creando sinergie. Le Marche stanno comprendendo sempre di più l’importanza della collaborazione: un vero e proprio cambio di passo sulla strada giusta».

L’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli ha evidenziato che l’iniziativa che vuole essere motore di sviluppo per i territori colpiti dal sisma di cui anche il Ministero della Cultura ha riconosciuto tutto il valore. Agli interventi ordinari post sisma previsti dalla legge e a quelli straordinari del PNRR si aggiungono in questo caso i frutti delle proposte della rete sociale, delle associazioni, degli enti e del terzo settore. L’intuizione del partenariato che ha presentato il progetto è stata quella di aggiungere alla ricostruzione fisica anche un elemento in grado di dare brillantezza e smalto all’economia locale e soprattutto di rigenerare una comunità. Questo è anche il senso dell’antico etimo Pupun e l’intenzione della giunta Acquaroli. Tre sono infatti le parole chiave che guidano la Regione nella Ricostruzione: prendersi cura delle persone, abitare e sviluppare».

Guidi Castelli, assessore regionale con delega alla Ricostruzione

Il sindaco di Comunanza, Alvaro Cesaroni ha spiegato che «il progetto coagula sette Comuni su un percorso condiviso. Ci aspettiamo un contributo a rilancio delle aree interne dei comuni terremotati, che parta dalla cultura per trainare la rinascita economica», mentre Alessandra Panzini di Marchingegno ha parlato di un festival inteso che agirà da «attivatore di un sistema di sviluppo» con l’obiettivo di mettere a sistema una rete.

«Tutto è cominciato da un progetto nato col Masterplan Terremoto – ha ricordato il presidente della Fondazione Carisap Galeati – andando ben oltre. In questo modo i finanziamenti della Fondazione diventano sostenibili secondo un ritorno più ampio sia sul territorio che in termini di rete». Per Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, «va pensata una civitas contemporanea con lo sguardo al futuro e questo festival va in questa direzione». Il presidente di BIM Tronto Luigi Contisciani ha spiegato che «l’ente è riuscito a mettere assieme attori territoriali, regionali e nazionali, partendo da basi solide come Mete Picene e il Sistema Museale Piceno. Questo progetto ha l’anima salda di una comunità che resiste e sa reinventarsi. Un festival fiero, forte che coinvolge direttamente comunità che non hanno mai smesso di fare».

L’obiettivo è quello di far diventare il progetto stabile, una “buona pratica” da far crescere nel tempo, in grado di coinvolgere il Piceno e le Marche intere, in linea con MArCHESTORIE.

L’iniziativa nel dettaglio

L’iniziativa coinvolgerà la comunità locale attraverso i “cantieri creativi aperti” che permetteranno la costruzione di un Documento Strategico condiviso: un progetto di visioni e programmi operativi che nasca dai cittadini, dagli operatori economici e dagli amministratori, coinvolti in processi integrati, collaborativi e dinamici, realizzabili sia in loco sia in spazi digitali di e-participation.

Seguiranno percorsi creativi di comunità, i cosiddetti “laboratori del logos”, che consentiranno di raccogliere e dare nuovo valore a un patrimonio di storie, racconti e tradizioni, rielaborandoli in trame narrative su cui costruire gli spettacoli del festival e originali percorsi turistici di scoperta del territorio, incentrati sui “valori del fare e del trasformare”. Sulla forza della parola si innesta anche l’azione di incubazione di un’impresa di comunità, rappresentata dai “narrative designers”, un gruppo di giovani che attraverso azioni di formazione daranno vita a una nuova realtà economica, a supporto non solo del turismo, ma anche delle produzioni del territorio. Partendo proprio dalla narrazione, il Festival diverrà uno strumento di contaminazione creativa, promuovendo originali “Laboratori della materia”, nuove esperienze di fertilizzazione incrociate in cui la narrazione partecipata “in-formerà” e “modellerà” produzioni artigianali ed artistiche di comunità.

Il cuore del progetto sarà la dimensione spettacolare del Festival, in cui le trame individuate daranno vita a una serie di manifestazioni artistiche. Nello specifico, tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2022, saranno messe in atto installazioni di video e sound art nei sette borghi della rete. Una scenografica macchina sonora itinerante proporrà inoltre esperienze di ascolto a partire dai racconti elaborati nei laboratori del logos, ma anche suoni della natura e originali composizioni musicali che riflettano l’identità dei luoghi. Infine, tra maggio e giugno 2022, appuntamento con tre grandi spettacoli, una combinazione inedita di tecniche di nouveau cirque e pratiche acrobatiche con straordinarie macchine scenografiche e accompagnamento di gruppi orchestrali.

Accanto agli eventi artistici, il Festival prevede l’organizzazione di momenti di confronto e discussione sui temi dello sviluppo sostenibile e della rigenerazione territoriale post-sisma, con seminari in cui le riflessioni sui nuovi valori del paesaggio locale si coniugheranno con approfondimenti sui processi di sviluppo sostenibile come driver del marketing turistico, a partire dalle nuove opportunità di finanziamento. A conclusione si prevede un importante evento finale per la condivisione dei risultati, invitando non solo tutte le realtà locali coinvolte e le istituzioni di riferimento regionali e nazionali, ma anche i rappresentanti di altri importanti Festival italiani ed europei. Lo scopo è ragionare sul Festival sia come strumento di rafforzamento dell’identità locale e di diffusione della stessa, sia come aggregatore delle energie locali e creatore di indotti economici collaterali legati alla promozione e al posizionamento del territorio.