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Post-sisma, Castelli: «Numero di pratiche avviate triplo rispetto al 2020»

Ad aprire i lavori del Consiglio regionale l'assessore alla Ricostruzione che ha posto l'accento sulle risorse europee per ricostruire e rivitalizzare le aree interne

Le ferite del sisma nel Maceratese

ANCONA – «La ricostruzione privata leggera è molto avanti, quella pesante vede un incremento molto significativo, ora ci dovremo occupare di ricostruzione pubblica». Così l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli nella seduta aperta del Consiglio regionale dedicata al post-sisma del 2016.

Il tema era stato al centro del vertice che si è tenuto ieri pomeriggio – 12 aprile – tra il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, in tour nelle Marche, il governatore Francesco Acquaroli, il commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini e l’assessore regionale alla Ricostruzione, Guido Castelli.

Tre le direttrici individuate dalla Giunta regionale: la zona economica speciale, la realizzazione delle infrastrutture a partire dalla Pedemontana per il collegamento di Fabriano con Ascoli Piceno e le risorse del Recovery Plan che devono guardare alle aree terremotate, ma anche alle Marche più in generale.

«Il numero delle pratiche avviate è triplo rispetto al corrispondente periodo del 2020» ha dichiarato Castelli facendo il punto sullo stato della ricostruzione: l’assessore ha sottolineato che «in un anno 5.500 nostri corregionali hanno finalmente riconquistato le loro case», uscendo dalle Sae, strutture abitative emergenziali.

La grande sfida secondo Castelli è quella di dare avvio alla ricostruzione pubblica con l’obiettivo di evitare la stasi dei progetti, ma accanto alla ricostruzione la priorità è quella della rivitalizzazione delle aree interne, già afflitte, ancora prima del sisma e della pandemia, dallo spopolamento.

In tal senso l’assessore ha sottolineato che la ricostruzione non è un tema che tocca solo le Marche o il Centro Italia, ma l’intero Paese. Secondo Castelli una grande opportunità è offerta dalle risorse europee del Recovery Plan che possono consentire di mettere in piedi «un modello di sviluppo per tutte le aree interne dell’Italia». Una ricostruzione, che nelle intenzioni della Regione, dovrà avvenire nel solco delle linee strategiche delle risorse europee, all’insegna della sostenibilità, dell’efficienza e della tecnologia. Risorse che Castelli ha auspicato vengano messe a terra dalla cabina di coordinamento del sisma.

Castelli ha rimarcato che sul fronte delle risorse sono due le grandi traiettorie: il Cise, contratto istituzionale di sviluppo sisma Centro Italia, che mette a disposizione 160milioni con la legge di bilancio del 2021, e poi il Recovery Plan con 1miliardo per il funzionamento urbano e 780milioni per la progettualità delle aree interne.

Guido Castelli, assessore alla Ricostruzione

Ma come ha sottolineato l’assessore occorre avere progetti e forza lavoro, per questo l’assessore ha spiegato che l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione si sta organizzando per reclutare nuovo personale con competenze giuridico – amministrative per approntare le gare, e per offrire assistenza tecnica e una maggiore capillarità sul territorio. Cruciale, secondo Castelli anche stringere una relazione strategica con le altre regioni del Centro Italia: in primis Umbria, Abruzzo e Lazio.

«La situazione mostra risultati incoraggianti» afferma, grazie ad «una sapiente combinazione di responsabilità e semplificazione»: queste le direttrici che secondo Castelli dovranno guidare tutto il processo della ricostruzione di questi territori «dove si trova il 55% dei Comuni e dove vive il 22% della popolazione».

«Non tutte rose e fiori» ha chiarito l’assessore, sottolineando i nodi sul tavolo, dal fatto che cominciano a scarseggiare le imprese, per la concomitanza fra ricostruzione e il bonus al 110%: «Non vorremmo che la rapidità sia frenata da una situazione che va monitorata». Secondo Castelli è necessario stimolare il sistema delle imprese marchigiane a proporsi in maniera qualificata, ma accanto a questo c’è da organizzare anche il tema della logistica.

Fra i nodi, i prezzi che lievitano, sempre in seguito ai bonus concessi dallo Stato che, tra le altre cose, sta facendo quadruplicare i prezzi del legno. L’assessore ha rimarcato poi che è stata inaugurata una stagione di ordinanze speciali, la prima delle quali ha interessato Camerino, ma «tante altre ne seguiranno» andando a toccare molti altri territori del cratere.

Toccando il tema della zona economica speciale, proposta ieri al ministro Gelmini dal governatore Acquaroli, Castelli ha spiegato «avviato una istruttoria» e «ne parleremo nei prossimi giorni con il ministro Carfagna». Uno strumento, quello della Zes, che come ha sottolineato Castelli, è riservato alle Regioni in transizione verso il mezzogiorno, e il cui obiettivo è proprio quello di contrastare lo scivolamento delle Marche verso i parametri economici negativi del Sud Italia.

Il commissario Giovanni Legnini

Il commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, ha sottolineato l’importanza dell’assetto della governance della ricostruzione, nella modalità multilivello a tre, tra Stato, Regioni e Comuni, con le Regioni al centro «del mosaico istituzionale», un assetto che «sta funzionando».

Secondo Legnini, la via per arrivare ad una ricostruzione veloce e di qualità «sta proprio nel rapporto leale e di piena condivisione tra i tre livelli istituzionali». Inoltre ha evidenziato l’apertura di oltre 2mila decreti e 2mila cantieri, con 1.900 decreti nel primo trimestre, gran parte dei quali nelle Marche, la regione più colpita, con un ritmo triplo rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. L’obiettivo, secondo il commissario, è quello di arrivare a stimare tutti i danni entro l’anno.

Intervenendo sulla zona economica speciale, Legnini ha affermato che «sarebbe molto positivo», auspicando una maggiore flessibilità in ambito europeo, ma «non sottovaluterei il contratto istituzionale di sviluppo». La sfida resta quella dell’attuazione delle linee del Recovery Plan, che il commissario ha definito «impegnativa».

Il vicepresidente dell’Assemblea Legislativa, Gianluca Pasqui, ex sindaco di Camerino, ha sottolineato che si iniziano a vedere dei numeri che «fanno sperare» ed ha posto l’accento sulla necessità di procedere ad una «ricostruzione socio-economica dei territori che devono vedere garantita la ricostruzione anche dei servizi».

Sanità e scuole sono i servizi su cui Pasqui ha acceso i riflettori per contrastare lo spopolamento delle aree interne: secondo l’ex sindaco di Camerino occorre intervenire sulle norme nazionali per riportare i presidi ospedalieri nell’entroterra, una azione «impossibile se non si cambiano le norme», invogliando gli operatori sanitari a recarsi al lavoro in queste aree mettendo in campo dei benefits.

«Abbiamo perso 5 anni e ogni giorno perdiamo residenti» ha detto Pasqui, citando il caso di Camerino dove solo nell’ultimo anno si sono persi 300 residenti, mentre nelle zone montane il quadro è ancora peggiore. Sul fronte delle scuole ha invocato il blocco del turnover dei presidi che hanno il polso dei plessi di queste zone, mentre sul fronte dei servizi legati alla Giustizia ha chiesto il ripristino delle sedi del Tribunale e del carcere ubicato nel Maceratese. Secondo Pasqui, infatti, non basta ricostruire le case «se non ci sono più i servizi».

Nel corso della seduta non sono mancati momenti di polemica e frecciate da parte dell’opposizione. Il capogruppo della Lega Renzo Marinelli, ex sindaco di Castelraimondo, ha spiegato che l’obiettivo della Zes è quello di agevolare le imprese che già sono nel cratere e quelle che decideranno di insediarsi in queste zone, con sgravi fiscali.

Dall’opposizione il Movimento 5 Stelle ha garantito il suo sostegno alla proposta di una zes per alleggerire il carico fiscale dei territori terremotati. «Serve una sinergia forte con il livello nazionale per arrivare a una disciplina delle zes, che fissi criteri chiari per accedere a questo beneficio, coinvolgendo i ministeri competenti, come il Mise, il Ministero degli Affari Regionali e il Ministero del Sud e della Coesione Territoriale» ha detto Simona Lupini, consigliera regionale del M5s. Inoltre le due consigliere, Lupini e Marta Ruggeri, hanno proposto di utilizzare le risorse del Recovery anche per rilanciare la sanità di questi territorio.

Maurizio Mangialardi

Il Pd ha chiesto una strategia di rilancio di questi territori. La consigliera Anna Casini ha posto l’accento sulla necessità di puntare sugli investimenti e sull’innovazione, e nel suo intervento ha sottolineato che sotto la guida del commissario Legnini si è arrivati a 8mila decreti in 12 mesi contro i 4.900 dei commissario Farabollini in 18 mesi di mandato. Il capogruppo dei dem Maurizio Mangialardi ha invece sottolineato che «se riparte il più grande cantiere d’Europa», quello del sisma, «sarà un elemento propulsivo per l’intera nazione».

Inoltre ha assicurato l’impegno del partito con «l’idea che le bandierine di partito è meglio che rimangano sempre dietro la schiena e mai davanti perché possono disorientare». Mangialardi ha annunciato una risoluzione del Pd che sarà discussa nella seduta ordinaria.