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Ancona: registro di classe manomesso, studenti a processo

Su 34 indagati 5 sono stati rinviati a giudizio e in 27 faranno la messa alla prova. Due prosciolti. Entrando con le password dei professori modificavano assenze, ingressi e voti

ANCONA – I brutti voti sparivano e anche le uscite o gli ingressi fuori orario venivano eliminate. Tutto questo avveniva entrando nel registro elettronico della classe grazie alla password di almeno due professori. Cinque studenti hacker sono stati rinviati a giudizio, per 27 è stata concessa la messa alla prova e per due c’è stato il proscioglimento perché avevano già affrontato un giudizio per gli stessi episodi ed erano stati assolti per irrilevanza del fatto.

Ieri (23 Giugno) l’udienza preliminare per gli studenti furbetti, al tribunale di Ancona. Si tratta di un gruppo di alunni che frequentavano la scuola superiore Banincasa-Savoia di Ancona, nell’anno scolastico 2015-2016. Accesso abusivo al sistema informatico e falso le accuse che hanno fatto finire i ragazzi, tutti 18enni all’epoca dei fatti, residenti tra Ancona e Falconara, davanti alla gup Francesca De Palma dopo che la Procura ha chiesto per loro il processo. La maggior parte degli indagati, attraverso i propri avvocati, avevano fatto richiesta di Map per evitare il giudizio, e ieri gli è stata concessa in strutture di volontariato. Tra queste ha dato disponibilità anche un maneggio, quello al parco della Cittadella di Ancona. La messa alla prova avrà una durata massima di sei mesi e a febbraio si farà il punto per vedere se è andata a buon fine. Se non righeranno dritto torneranno in tribunale.

Gli studenti rinviati a giudizio invece affronteranno il processo a partire dal prossimo 18 ottobre. Nell’indagine madre, partita perché la preside dell’istituto di allora, Alessandra Rucci, si era accorta di discrepanze tra il registro elettronico e documenti cartacei. Nei guai c’erano finiti anche i genitori dei ragazzi ma per loro le posizioni sono state archiviate da tempo perché hanno dimostrato di non essersi collegati dai pc con la linea internet utilizzata invece dai figli per accedere al registro. Gli indagati sono 23 ragazze e 11 ragazzi, di tre classi diverse, per lo più dell’ultimo anno. Entrando con le password modificavano le assenze fatte e gli ingressi in ritardo. Solo alcuni avrebbero corretto anche brutti voti.