Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Uniti per le Marche, sì alle primarie: «Salutiamo positivamente la disponibilità di Longhi a candidarsi»

Visto che il nodo sul candidato non si scioglie, Ciofrini, Morbidoni, Carrabs e Bianchi propongono il voto. Oltre all'ex rettore invitano anche altri a proporsi

Il tavolo degli alleati di centrosinistra con Uniti per le Marche

ANCONA – La matassa sul candidato alla presidenza della Regione non si sbroglia? Allora via libera alle primarie. È la conclusione a cui sono giunti gli esponenti di Uniti per le Marche, sotto la cui egida ci sono Maurizio Cionfrini (Psi), Mattia Morbidoni (+Europa), Gianluca Carrabs (Verdi) e Massimiliano Bianchini (Civici). Dopo il tavolo degli alleati nel quale «ogni forza politica ha fatto proposte legittime, ma comunque diverse», scrivono in una nota, «solo le primarie di coalizione possono fare la sintesi». 

«Salutiamo positivamente la disponibilità di Sauro Longhi a candidarsi e invitiamo anche altri a proporsi per rendere la competizione più larga e coinvolgente possibile – prosegue la nota – . Certi che quando si da la voce al popolo è sempre un segnale di grande maturità politica e unica condizione che renderebbe un candidato più competitivo di un altro, se si vuole puntare ad una coalizione ampia in grado di vincere».

Insomma via libera al voto da Uniti per le Marche, se non fosse però che nello sfogliare la margherita delle primarie si, primarie no, resta il veto negativo impartito da Italia Viva, Azione e Articolo Uno che hanno bocciato senza se e senza ma questa ipotesi, tanto da mettere già sul tavolo una loro proposta di candidato: Italia Viva da pieno appoggio alla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, mentre Articolo Uno punta sull’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi.

Gli esponenti di Uniti per le Marche  precisano inoltre di non avere «alcuna divisione interna» e di stare «lavorando alla composizione delle liste elettorali che sono quasi al completo, con figure di spicco del mondo civico, ambientalista e progressista». «Dobbiamo lavorare ad una coalizione ampia che deve in alcun modo dividersi» concludono.