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Protocollo criminalità e terrorismo, Sottani: «Nelle Marche pericolo riciclaggio di denaro»

Il procuratore generale della Corte d'Appello di Ancona, ai saluti prima di recarsi alla Procura di Perugia, ha evidenziato come occorra mantenere alta l'attenzione in vista dell'arrivo delle risorse per la ricostruzione post sisma e del Recovery Fund

ANCONA – «La Regione Marche è uno splendido esempio di come bisogna reagire di fronte a grandi crisi, come è stata la crisi sismica del 2016, come è la crisi pandemica che sta colpendo il territorio nazionale, come è stata la crisi finanziaria del più grosso istituto di credito. Sono condizioni ideali per l’infiltrazione mafiosa». Lo ha detto il procuratore generale della Corte d’Appello di Ancona, Sergio Sottani, in occasione della sottoscrizione del Protocollo in materia di criminalità organizzata e terrorismo, che ha visto arrivare nel Tribunale di Ancona il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho

Sottani ha spiegato che le Marche «sono una regione dove si vive bene, dove si sta bene e dove ci sono anche indici positivi nonostante la drammatica crisi economico-finanziaria», un territorio però nel quale ci sono le condizioni ideali per la criminalità organizzata, visto che arriveranno le risorse «sia del terremoto, che stanno arrivando, sia del recovery plan».

Nonostante il rischio che la criminalità organizzata si inserisca nelle maglie di una crisi che ha colpito e sta colpendo ancora duro, il procuratore generale ha sottolineato come «segnale di speranza» la «laboriosità della popolazione marchigiana, il senso delle istituzioni che permea gli uffici giudiziari», insieme al «nuovo protocollo» siglato dal procuratore nazionale antimafia e al «senso del lavoro di squadra dei procuratori».

Sollecitato dai giornalisti sulla possibilità che sulle Marche possa allungarsi l’ombra del racket nei confronti di quelle attività produttive più colpite dalle chiusure imposte per la pandemia, il procuratore ha detto, specificando di non voler generare allarmismo, «sicuramente ci sono alcuni segnali che vanno visti con attenzione, però per adesso il pericolo maggiore non credo sia l’occupazione violenta del territorio, ma sia una occupazione silenziosa, molto più pericolosa, quella del riciclaggio del denaro e su questo già ci sono state indagini che hanno appurato delle situazioni a rischio».

Sul post sisma, con le Marche che ospiteranno il più grande cantiere d’Europa, Sottani, citando il piano nazionale di ripresa e resilienza, ha detto: «dobbiamo assolutamente ripartire e dobbiamo ripartire dal 2016. Non è accettabile questa lentezza nell’opera di ricostruzione». Inoltre ha sottolineato che «l’attenzione deve essere ancora più alta» dal momento che «non vorrei che i fondi che arriveranno per il piano di rinascita nazionale poi possano distogliere dagli altri fondi che arriveranno sui grandi cantieri. Dobbiamo stare attenti – spiega -, penso che ci siano tutti gli anticorpi, ma se si abbassa la guardia basta pochissimo per consentire un inquinamento mafioso che sarebbe letale per una regione dove si vive così bene come nelle Marche».

Allargando il discorso, Sottani ha rimarcato che a giugno entrerà in funzione la figura del procuratore europeo che avrà una attenzione particolare proprio ai fondi comunitari: «Questo significa che bisogna lavorare ognuno secondo le proprie competenze e in un lavoro di squadra: il senso del protocollo di oggi è che si vuole lavorare sempre meglio e in modo da evitare sovrapposizioni e razionalizzare l’emergenza». Giunto al termine del suo incarico nelle Marche, con la nomina alla Procura di Perugia, il procuratore generale, si è detto «molto dispiaciuto» di lasciare le Marche, «mi sono trovato bene, è una bellissima regione, non solo paesaggisticamente, ma anche per la popolazione che la vive».