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Pluriclassi e circolare Usr su guariti Covid, Acquaroli: «Legislatore intervenga. Margine scelta sia tolto agli Uffici scolastici regionali»

A margine della seduta del Consiglio regionale il presidente ha affrontato i maggiori temi di attualità relativi al mondo della scuola. Ecco cosa ha detto

ANCONA – «Credo che un conto sia il rispetto dei diritti di tutti, un conto sia la polemica che forse oggi era un po’ fuori luogo». Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli commentando con i cronisti a margine della seduta del Consiglio regionale il botta e risposta tra opposizione e maggioranza all’indomani del «no al gender nelle scuole» messo nero su bianco dall’assessore regionale con delega all’Istruzione Giorgia Latini con un post su Facebook.

Parlando delle pluriclassi e della circolare dell’Ufficio scolastico regionale relativa al personale non vaccinato guarito dal Covid, il governatore ha detto «in un anno e mezzo ho dovuto, purtroppo, registrare molte difficoltà nel difendere i nostri territori, nel difendere i diritti delle nostre realtà a veder continuare con le pluriclassi la vita e la quotidianità delle famiglie. Credo che se dal punto di vista parlamentare e delle filiere istituzionali c’è una volontà di mantenere questi servizi sul territorio, dall’altra parte incontriamo sempre molte difficoltà».

Acquaroli ha rilevato che è «anche umiliante per i territori stessi, per i sindaci, per i genitori, doversi difendere e ogni anno vivere nell’incertezza rispetto a quello che accadrà nell’anno futuro sul numero delle aule e delle classi nei territori colpiti da questi provvedimenti. Ritengo che bisogna fare una chiarezza assoluta e che il legislatore deve intervenire per mettere la parola fine affinché questo margine di scelta sia tolto, se c’è una volontà di natura politica, agli uffici scolastici regionali e sia invece applicato da una legge che garantisce una volontà e un indirizzo che tutti noi chiediamo e condividiamo».

Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche

«Chiedo chiarezza e chiedo un intervento di natura politico-legislativa definitiva – ha proseguito -, anche per non creare quelle incertezze che oggi vanno in contrasto con le politiche che noi stiamo mettendo in campo e che potrebbero essere indentificate con la politica dei borghi, del piano socio-sanitario che guarda al mantenimento e a cercare di garantire servizi sanitari nelle nostre località, anche più periferiche rispetto agli agglomerati principali dal punto di vista demografico e poi che riguardano anche gli investimenti corposi che stiamo mettendo in campo con la programmazione europea».

Sulle iniziative per evitare le classi “pollaio”, ha annunciato che «le segreterie stanno già lavorando per definire un appuntamento la prossima settimana, ma molto serenamente credo che sia interesse di tutti coordinarci come abbiamo fatto, ad esempio, tra l’altro con un ottimo risultato, con la Caterpillar, per cercare di rendere tutti edotti rispetto alla situazione di difficoltà che incontriamo».

«Non vogliamo creare contrasti o divisioni con nessuno – ha detto – vogliamo responsabilizzare tutte le filiere istituzionali, tutti i rappresentanti eletti dai marchigiani nel parlamento per evidenziare questa difformità che poi nelle Marche è particolarmente pesante perché tocca dei territori che hanno subito un dramma, quello del sisma del 2016 e che a causa di quel dramma oggi vedono compromesso anche il rientro, perché chi rientra in un paese quando dal 2016 vengono a mancare dei servizi?».

Il presidente della Regione Marche ha concluso spiegando «vorremmo semplicemente il rispetto di alcune dinamiche e rimettere in condizione quei territori di ripartire e poi magari fra 10 anni o fra 15 anni, quando quei territori saranno ripartiti, faremo delle valutazioni in maniera più opportuna».